Studi di settore: la compilazione dei dati dei dipendenti, collaboratori e amministratori

Parleremo della compilazione degli studi di settore nella nostra videoconferenza del 25 giugno 2014

La corretta applicazione degli studi di settore, e la conseguente corretta analisi di normalità, congruità e coerenza sono subordinate alla corretta compilazione dei dati strutturali e contabili richiesti dal modello per la comunicazione dei dati degli studi di settore e, tra questi, assumono significativa rilevanza quelli riconducibili al personale addetto all’attività.
I dati relativi al personale addetto all’attività, come noto, devono essere indicati nel quadro A del modello degli studi di settore.
Il quadro propone un distinguo in due macro gruppi di addetti:

I lavoratori dipendenti che sono valorizzati sulla base delle giornate retribuite;

I lavoratori diversi dai lavoratori dipendenti che sono valorizzati per teste e normalizzati in ragione della prevalenza o della percentuale del tempo impiegato nell’attività di impresa oltre che, per alcuni di essi, in ragione del costo sostenuto indicato nei righi F16 o F19.

Va precisato in particolare che per i soci amministratori, per gli associati in partecipazione non di capitale, la valorizzazione avviene per teste e la normalizzazione è unicamente effettuata sulla base della percentuale del tempo prestato.

1 – LA VALORIZZAZIONE DEI LAVORATORI DIPENDENTI
I lavoratori, a fini dell’applicazione degli studi di settore, sono valorizzati in ragione delle giornate retribuite e in ragione del costo sostenuto nell’esercizio dell’attività, indicato nel rigo F19.
Le giornate retribuite, di cui deve essere data indicazione nei specifichi righi da A01 a A04, differenziati in ragione della tipologia contrattuale di assunzione, devono essere valorizzate in facendo riferimento ai dati desumibili dai modelli di denuncia inviati all’Ente previdenziale (modello Uniemens).
Tra i lavoratori dipendenti da indicare nel quadro A occorre computare anche i lavoratori distaccati che devono essere valorizzati dall’impresa distaccataria, come pure i lavoratori somministrati da valorizzar, per un numero di giornate retribuite pari al rapporto tra il totale delle ore desumibile dalle fatture emesse dalla società interinale e il termine di 8.

2 – LA VALORIZZAZIONE DEI LAVORATORI DIVERSI DAI LAVORATORI DIPENDENTI
Nella valorizzazione dei lavoratori diversi da quelli riconducibili ad un rapporto di lavoro dipendente, occorre dapprima analizzare alcuni criteri generali che di seguito si propongo in sintesi:

Per il personale addetto all’attività a numero è necessario fare riferimento alle unità di personale presenti al termine del periodo di imposta cui si riferisce il modello degli studi di settore (istruzioni quadro A); In altri termini vanno rilevati solo i dati riconducibili al personale addetto con riferimento a rapporti esistenti al termine del periodo di imposta con esclusione di quelli cessati in data antecedente; nel caso l’attività è cessata prima del 31 dicembre si deve fare riferimento alla situazione alla data di cessazione dell’attività (istruzioni generali pagina 5);

Non vanno indicati gli associati in partecipazione e soci di solo capitale;

Non sono considerati soci di capitali quelli per i quali sono versati contributi previdenziali e assistenziali o anche solo assicurativi nonché i soci amministratori.

Tanto precisato, nel seguente schema sono individuati i valori che devono essere indicati per il personale addetto non dipendente:

Numero dei CO.CO.PRO. O CO.CO.CO. con attività prevalente nell’impresa;

Numero CO.CO.PRO. O CO.CO.CO. con attività non prevalente nell’impresa;

Numero Collaboratori familiari o coniuge dell’azienda coniugale (con indicazione della % tempo attivit&agrave…

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