La presentazione del modello 770 è sufficiente per contestare il reato di omesso versamento delle ritenute

di Federico Gavioli

Pubblicato il 27 giugno 2014

la presentazione del modello 770 rappresenta l’elemento sufficiente per provare l’effettivo pagamento delle retribuzioni ai dipendenti e per inchiodare il datore di lavoro che ha omesso di versare all’erario le ritenute operate sulla busta paga dei dipendenti; non è, pertanto, necessario verificare se le certificazioni siano, o meno, state rilasciate in quanto la prova dell’avvenuto pagamento la si può ricavare dal modello 770

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 19454, del 12 maggio 2014, ha affermato che è sufficiente il modello 770 per verificare se l’imprenditore abbia, o meno , versato i contributi dei propri dipendenti; tale modello è sufficiente per condannare l’imprenditore anche in assenza delle relative certificazioni (modello CUD o altre certificazioni).

 

Il fatto

Con sentenza dell’ottobre 2013 la Corte di Appello, in riforma della sentenza del Tribunale ordinario che aveva condannato un imprenditore per i reati di cui all’art.10- bis, D.Lgs. 74/2000, rideterminava la pena per il residuo reato in mesi 5 e giorni 24 di reclusione nei confronti dello stesso imprenditore.

Preliminarmente la Corte territoriale rigettava l'eccezione di nullità del decreto di citazione a giudizio. La Corte territoriale riteneva che la presentazione dei Mod.770, con allegate le attestazioni nominative, era indice delle operate ritenute e dell'avvenuto rilascio delle attestazioni, elementi che facevano indurre i giudici del merito per la colpevolezza dell’imprenditore, per il reato di omessa versamento delle ritenute dei propri dipendenti.

Avverso tale sentenza l’imprenditore ricorreva in Cassazione sostenendo che non vi era prova in ordine alla consegna delle certificazioni relative alle somme trattenute e da versare all'erario, per cui, in mancanza di tale presupposto, non era configurabile il reato contestato.

Nel corso delle indagini il P.M. aveva fatto espressa richiesta all'Agenzia delle Entrate, la quale aveva comunicato di essere impossibilitata a verificare se il sostituto di imposta avesse provveduto a rilasciare le certificazioni.



Il reato penale di omesso versamento delle ritenute certificate

La legge 30.12.2004, n. 311 (cd. Finanziaria per il 2005) ha introdotto nel sistema normativo penale tributario la fattispecie incriminatrice di “Omesso versamento di ritenute certificate”, inserendo nel capo II, del D.Lgs. n. 74/2000, l'art. 10-bis, secondo il quale “chiunque non versi entro il termine previsto per la presentazione della dichiarazione annuale di sostituto d'imposta ritenute risultanti dalla certificazione rilasciata ai sostituiti per un ammontare superiore a cinquantamila euro p