Interessi passivi sui mutui: il calcolo della detrazione

Come noto i soggetti che hanno stipulato un Mutuo ipotecario per l’acquisto o la costruzione/ristrutturazione dell’abitazione principale possono usufruire in sede di dichiarazione dei redditi di una detrazione ai fini Irpef del 19% sull’importo pagato a titolo di interessi (oltre ai veri e propri interessi passivi si comprendono interessi per indicizzazione ed eventuali perdite su cambi per i mutui in valuta). A titolo meramente indicativo si sottolinea che la cifra massima detraibile corrisposta a titolo di interessi varia a seconda della data di stipula del Mutuo ovvero:

– Mutui stipulati prima del 1993: euro 4.000 per ciascun cointestatario;

– Mutui stipulati nel 1993: euro 4.000 complessivi;

– Mutui stipulati dal 1994 in poi: euro 4.000 complessivi.

 

Ai fini della detrazione il contribuente deve presentare i seguenti requisiti:

– essere titolare del diritto di proprietà dell’immobile;

– essere intestatario del mutuo;

– destinazione dell’immobile ad abitazione principale (la detrazione non compete in caso di stipula del mutuo per l’acquisto della sola pertinenza comprata successivamente all’abitazione principale).

Se il contribuente è intestato della proprietà ma non del mutuo la detrazione non spetta (in pratica devono coesistere tutti i requisiti). Tuttavia se il Mutuo è intestato ad entrambi i coniugi la detrazione spetta al 50% ovvero in caso di coniuge fiscalmente a carico la detrazione spetta al 100% all’altro coniuge (in caso di decesso del coniuge contitolare del mutuo ipotecario quello superstite può detrarre tutti gli interessi se si accolla il mutuo).

 

NOVITA’ 2014

Si sottolinea che la circolare n. 11 del 123 maggio 2014 dell’Agenzia delle entrate in risposta ad apposito quesito ha stabilito quanto segue.

 

Mutuo per la costruzione abitazione principale – Coniuge a carico

Domanda: L’art. 15 del TUIR prevede che se uno dei due coniugi, comproprietari e cointestatari del mutuo per acquisto abitazione principale, sia fiscalmente a carico dell’altro, questo può fruire anche della quota di detrazione spettante al coniuge. Si chiede di conoscere se detta disposizione sia applicabile anche nella diversa ipotesi in cui il mutuo sia finalizzato alla ristrutturazione o costruzione dell’abitazione principale.

 

Risposta: si ritiene che in caso di mutuo contratto per la costruzione dell’abitazione principale, la quota di interessi del coniuge fiscalmente a carico non può essere portata in detrazione dall’altro coniuge.

Il mutuo è senza dubbio una voce di spesa che interessa una moltitudine di contribuenti e come ogni anno, in occasione della denuncia dei redditi, gli addetti ai lavori devono calcolare l’importo degli interessi da poter dedurre in dichiarazione. Come previsto dalla normativa sono detraibili gli interessi passivi pagati nell’anno (vige il criterio di cassa) a prescindere dalla scadenza vera e propria della rata e, al fine della determinazione della spesa detraibile, occorre calcolare tale importo determinando il rapporto tra il Costo acquisto Immobile e il Capitale preso a Mutuo.

Per effettuare un calcolo corretto (circolare 15/2005 Agenzia Entrate) occorre in effetti determinare il costo d’acquisto e, a tal fine, si devono prendere in considerazione:

1) l’importo dell’immobile risultante dal Rogito;

2) gli oneri accessori relativi all’acquisto tra cui: onorario del Notaio per la redazione dell’atto d’acquisto; le spese di mediazione Immobiliare, le imposte di Registro,catastali e Ipotecarie pagate;

3) gli oneri accessori relativi al Contratto di Mutuo ovvero: onorario del Notaio per la stesura del Contratto di Mutuo, spese perizia tecnica, l’imposta sostitutiva sul capitale prestato, oneri fiscali per iscrizione/cancellazione ipoteca (sono escluse invece le spese di Assicurazione sull’immobile che la banca in alcuni casi richiede).

 

ONERI ACCESSORI NON DETRAIBILI: spese intermediazione immobiliare,onorario del Notaio per il contratto di acquisto,imposta di registro o Iva ed…

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