Bonus mobili: attenzione al limite di spese

L’art. 16 co. 2 del DL 63/2013 ha introdotto, come noto, una nuova detrazione IRPEF del 50% per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici (con determinate caratteristiche) finalizzati all’arredo “dell’immobile oggetto di ristrutturazione” (c.d. “bonus arredamento”). La detrazione in parola (da ripartire tra gli aventi diritto in dieci quote annuali di pari importo) doveva essere calcolata – fino al periodo d’imposta passato (anno 2013) – soltanto su una spesa massima di € 10.000, non essendo previsto alcun altro limite di legge.

La legge di stabilità per il 2014 – oltre ad aver prorogato l’agevolazione fino al prossimo 31.12.2014 – aveva inizialmente previsto un’ulteriormente limitazione alla fattispecie agevolativa in argomento, prevedendo che l’importo su cui calcolare la detrazione non potesse essere superiore a quello delle spese sostenute per la ristrutturazione dell’immobile a cui risultavano destinati i mobili ed i grandi elettrodomestici (art. 1, comma 139 della L. 147/2013). La finalità di detta limitazione era sostanzialmente quella di prevenire la strumentalizzazione di piccoli interventi edilizi per ottenere un apprezzabile sconto fiscale sul restyling interno dell’abitazione.

 

Successivamente il legislatore – tramite il decreto Salva Roma (art. 1, comma 2, lettera a) del DL 30 dicembre 2013 n. 151) – tornava repentinamente sui suoi passi (tre giorni successivi dalla pubblicazione della legge di stabilità per il 2014) eliminando dal testo normativo la parte che prevedeva, appunto, l’ulteriore limite dell’importo massimo di spesa per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici pari a quello delle spese di ristrutturazione, ripristinando così la situazione originaria. Purtroppo, per effetto della mancata conversione in legge del suddetto decreto Salva Roma, la detrazione in esame è tornata ad essere disciplinata dalla Legge di stabilità 2014, secondo cui l’importo su cui calcolare la detrazione non sarebbe potuto essere superiore a quello delle spese sostenute per la ristrutturazione dell’immobile. E’ bene precisare che, lo scorso 12 marzo 2014, il governo Renzi ha tentato di rimediare alla suddetta questione, riproponendo, all’interno della Bozza del Decreto Casa, la disposizione che eliminava il predetto vincolo del tetto dei lavori edili sostenuti. Purtroppo, anche tale tentativo è risultato vano, poiché sono stati rilevati problemi di copertura (e di legittimità costituzionale) che ne hanno impedito, di fatto, l’entrata in vigore di questa particolare disposizione. Pertanto, a decorrere dal 01.01.2014, l’ammontare complessivo della spesa agevolabile per l’acquisto di mobili (e grandi elettrodomestici) può raggiungere l’importo massimo di € 10.000,00 (sul quale applicare la detrazione del 50% da ripartirsi in dieci quote annuali di pari importo) solo nel caso in cui le spese per i lavori di ristrutturazione edilizia siano state almeno pari al predetto limite massimo di spesa detraibile (€ 10.000,00). Altrimenti, la somma sul quale calcolare la predetta detrazione del 50% non dovrà eccedere il minor importo delle spese di ristrutturazione sostenute. Per meglio capire l’operatività dei suddetti limiti di spesa si riportano le seguenti esemplificazioni.

 

Caso 1 spese arredo INFERIORI alle spese complessive di ristrutturazione

Un contribuente sostiene, nel 2014, delle spese per la ristrutturazione di un immobile di proprietà di ammontare pari ad € 50.000. In data 15 agosto 2014, procede all’acquisto di alcuni mobili per un ammontare complessivo di € 12.000. In tal caso, il contribuente potrà usufruire delle seguenti detrazioni Irpef:

  • spese ristrutturazioni: € 50.000 x 50% = € 25.000

  • spese acquisto mobili: € 10.000 (plafond massimo collegato all’importo massimo di spesa detraibile) x 50% = € 5.000.

Con una detrazione d’imposta da indicare a partire dalla dichiarazione Unico 2015 (redditi 2014) pari a:

  • quota detrazione spese ristrutturazioni: € 25.000 / 10 = € 2.500

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