Crisi economica ed omessi versamenti IVA: quali sono i rischi?

di Valeria Fusconi

Pubblicato il 26 febbraio 2014

in questa fase di crisi economica, quali sono i rischi (anche penali) per i contribuenti che non riescono a riversare l'IVA incassata allo Stato?

Risponde del reato di omesso versamento dell’IVA il contribuente che non ha pagato per far fronte ad altre esigenze dell’azienda in crisi. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 3639, resa dalla Terza sez. Penale il 27 gennaio 2014, conferma la linea dura adottata nei confronti del reato previsto dall’art. 10-ter del D. Lgs. n. 74 del 2000, equiparato, in termini sanzionatori, all’omesso versamento di ritenute certificate di cui al precedente art. 10-bis, in forza del quale è punito “con la reclusione da sei mesi a due anni chiunque non versa entro il termine previsto per la presentazione della dichiarazione annuale di sostituto d’imposta ritenute risultanti dalla certificazione rilasciata ai sostituti, per un ammontare superiore a cinquantamila euro per ciascun periodo d’imposta”.

Il massimo giudice di legittimità, rifacendosi a propria precedente giurisprudenza (sent. n. 38619 dep. 03/11/2010), ha sottolineato come il comportamento del soggetto che non versa l’IVA dichiarata a debito in sede di dichiarazione annuale sia stato dal legislatore assimilato, in forza della riforma operata sul D.Lgs. n. 74/2000 dall’art. 35, c. 7, del D.L. n. 223/2006 e sotto il profilo sanzionatorio, a quello del sostituto che non versa le ritenute risultanti dalla certificazione rilasciata.

Le due fattispecie, in effetti, si palesano del tutto omogenee: nel caso in esame si tratta di somme che soggetti terzi (consumatori finali o c.d. “contribuenti di fatto”) versano al soggetto passivo (esercente attività di impresa, arte o professione o c.d. “contribuente di diritto”) a titolo di imposta IVA e che quest’ultimo è tenuto a riversare all’Erario. Analogamente a quanto avviene quando si opera la ritenuta d’acconto, il part