Il contributo di solidarietà per redditi superiori a 300.000 euro

Come noto, il decreto legge 13 agosto 2011 n. 138 ( convertito con modifica dalla Legge 14 settembre 2011, n. 148) ha introdotto, a partire dal 1 gennaio 2011 e sino al 31 dicembre 2013, un “contributo di solidarietà” a carico delle persone fisiche che dichiarano un reddito complessivo lordo annuo superiore ad € 300.000. Il contributo in parola, pari al 3% calcolato sulla parte del reddito complessivo eccedente € 300.000, costituisce una imposta straordinaria distinta dall’ordinaria imposta sul reddito delle persone fisiche, come testimonia anche la deducibilità del contributo di solidarietà stesso dall’IRPEF.
Su tale prelievo impositivo è intervenuto l’art. 1 comma 590 della Legge 27.12.2013 n. 147 (legge di stabilità 2014) che ha prorogato per un altro triennio (periodo che va dall’01.01.2014 al 31.12.2016) l’ambito temporale di operatività dello stesso. Brevemente si ricorda che l’importo dovuto a titolo di contributo di solidarietà non concorre all’importo dell’IRPEF (c.d. imposta lorda) su cui possono essere fatte valere eventuali detrazioni. Parimenti, detto prelievo “straordinario” non concorre all’importo dell’IRPEF da cui possono essere scomputati crediti per imposte pagate all’estero, versamenti in acconto dell’IRPEF, nonché ritenute alla fonte a titolo d’acconto.
Il contributo di solidarietà non rileva nemmeno nella determinazione dell’aliquota media da applicare ai fini della tassazione separata e non deve essere considerato nell’imposta italiana che costituisce il limite entro cui può essere attribuito il credito d’imposta per l’imposta pagata all’estero.
Da un punto di vista prettamente operativo, dunque, il contributo di solidarietà si applica sul reddito complessivo IRPEF (che eccede € 300.000,00), determinato sommando i redditi di ogni categoria, al lordo degli oneri deducibili. Diversamente, invece, il contributo di solidarietà del 3% non si applica sui redditi soggetti a tassazione separata quali, ad esempio, il TFR, il trattamento di fine mandato degli amministratori, le indennità per la cessazione di rapporti di agenzia, gli emolumenti arretrati. Il contributo di solidarietà non è, inoltre, applicabile sui redditi soggetti a imposta sostitutiva (es. canoni di locazione rientranti nel regime della “cedolare secca sugli affitti”, plusvalenze su partecipazioni “non qualificate”), nonché sui redditi soggetti a ritenuta a titolo d’imposta (es. interessi, dividendi su partecipazioni “non qualificate”).
Come sopra anticipato, il contributo di solidarietà del 3% si applica alla quota di reddito complessivo IRPEF che eccede l’importo di € 300.000,00 lordi annui. Ai fini della verifica del superamento della suddetta soglia devono essere ricompresi anche i redditi per i quali sono stati introdotti altri particolari “prelievi straordinari”. Per il 2014, quest’ultimi prelievi straordinari sono stati disciplinati dall’art. 1 comma 486 della citata legge di stabilità 2014. Si tratta, nello specifico, dei trattamenti pensionistici, per i quali è prevista, a decorrere dall’01.01.2014 e sino al 31.12.2016, l’applicazione di uno specifio contributo di solidarietà:

6%, per la parte eccedente l’importo complessivo annuo lordo di 14 volte il trattamento minimo INPS e fino a 20 volte tale trattamento minimo;

12%, per la parte eccedente l’importo complessivo annuo lordo di 20 volte il trattamento minimo INPS e fino a 30 volte tale trattamento minimo;

18%, per la parte eccedente l’importo complessivo annuo lordo di 30 volte il trattamento minimo INPS.

Sul punto, è bene ricordare che, per l’annualità in corso (2014), per effetto della rivalutazione disposta dal DM 20.11.2013 (pubblicato …

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