Guida al nuovo regime fiscale dei minimi valido dal 2015

di Vincenzo D'Andò

Pubblicato il 5 gennaio 2014

la Legge di stabilità per il 2015 che ha nuovamente disciplinato il regime fiscale agevolato forfettario per lavoratori autonomi ed imprenditori, si tratta di unr egime che sostituisce quello dei c.d. 'minimi': una panoramica dle nuovo regime

Nuovo regime forfetario dal 2015: guida fiscale

E’ stata pubblicata, sulla Gazzetta Ufficiale n. 300 del 29 dicembre 2014, la Legge di stabilità per il 2015 (Legge n. 190 del 23 dicembre 2014).

In tale ambito è stato nuovamente disciplinato il regime fiscale agevolato per lavoratori autonomi (c.d. minimi).

I commi da 54 a 89 dell’articolo 1 istituiscono, per gli esercenti attività d’impresa e arti e professioni in forma individuale, un regime forfetario di determinazione del reddito da assoggettare a un’unica imposta sostitutiva di quelle dovute con l’aliquota del 15%. Per accedere al regime agevolato (che costituisce il regime “naturale” per chi possiede i requisiti) sono previste delle soglie di ricavi diverse a seconda del tipo di attività esercitata. Tali soglie variano da 15.000 euro per le attività professionali a 40.000 per il commercio.

Il nuovo regime fiscale agevolato sostituisce i regimi “di favore” vigenti, ovvero il regime agevolato per le nuove iniziative imprenditoriali e di lavoro autonomo (con aliquota al 10%), il regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità (i vigenti “minimi” con aliquota al 5%), il regime contabile agevolato (per gli “ex minimi”).

Coloro che al 31 dicembre 2014 si avvalgono dell’attuale regime dei minimi (con aliquota al 5%) possono continuare ad avvalersene per il periodo che residua al completamento del quinquennio agevolato e comunque fino al compimento del trentacinquesimo anno di età.

All’interno del nuovo regime dei minimi si prevede una specifica disciplina di vantaggio per coloro che iniziano una nuova attività: per i primi tre anni il reddito imponibile è ridotto di un terzo.

Le principali novità rispetto alla vigente normativa sono le seguenti:

-l’aliquota dell’imposta sostitutiva è del 15%;

-il limite del volume d'affari per accedere al regime è differenziato in funzione dell'attività esercitata;

-le spese sostenute nell’esercizio dell’attività non sono analiticamente deducibili (ad eccezione dei contributi previdenziali). Sono previsti dei forfait da applicare ai ricavi (coefficienti di redditività) che variano a seconda dei diversi tipi di attività;

-possono accedervi anche coloro che sostengono spese per il personale, per un massimo di 5mila euro;

-possono accedervi anche coloro che effettuano cessioni all'esportazione;

-tra i requisiti per l’accesso il limite degli investimenti in beni strumentali non è più calcolato sugli acquisti effettuati nel triennio precedente ma sul valore degli stessi alla fine dell'esercizio precedente (stock), che non deve superare i 20 mila euro (in luogo di 15 mila euro). Nel calcolo dei beni strumentali non rilevano i beni immobili.

In particolare, i commi da 54 a 84 introducono un nuovo regime forfetario per imprese e professionisti esercenti l’attività in forma individuale. I soggetti interessati sono persone fisiche con struttura e capacità produttiva di scarsa entità che operano in qualità di fornitori di beni o servizi.

I commi da 54 a 75 prevedono l’introduzione di un regime speciale, agli effetti dell’IVA, dell’IRPEF e dell’IRAP, per le persone fisiche esercenti attività di impresa, arti o professioni.

Il regime opera come regime fiscale naturale, nel senso che i soggetti che hanno i requisiti prescritti dalla norma non sono tenuti ad esercitare una opzione per l’ingresso nello stesso, salva la facoltà di optare per l’applicazione dell’IVA e delle imposte sui redditi nei modi ordinari.

Il regime si distingue per le seguenti caratteristiche:

In particolare il comma 44, lett. a), individua i requisiti per l’applicazione del nuovo regime. L’ambito soggettivo è circoscritto alle persone fisiche esercenti attività di impresa, arte o professione che, nell’anno solare precedente, hanno conseguito ricavi o compensi, ragguagliati ad anno, non superiori a determinate soglie che variano a seconda del codice ATECO che ricomprende l’attività d’impresa o professionale esercitata. A seconda delle diverse attività economiche sono previste diversi coefficienti di redditività i quali determinano il reddito imponibile.

GRUPPO DI SETTORE DEI   RICAVI/COMPENSI

CODICI ATTIVITA' ATECO 2007  

VALORE SOGLIA

COEFFICIENTE DI   REDDITIVITA’

 

Industrie alimentari e delle   bevande

(10 - 11)

 

40%

Commercio all'ingrosso e al   dettaglio

45 - (da 46.2 a 46.9) - (da   47.1 a 47.7) - 47.9

 

40%

Commercio ambulante di   prodotti alimentari e bevande

   

40%

Commercio ambulante di altri   prodotti

   

54%

Costruzioni e attività   immobiliari

(41 - 42 - 43) - (68)

 

86%

Intermediari del commercio

   

62%

Attività dei Servizi di   alloggio e di ristorazione

(55 - 56)

 

40%

Attività Professionali,   Scientifiche, Tecniche, Sanitarie, di Istruzione, Servizi Finanziari ed   Assicurativi

(64 - 65 - 66) - (69 - 70 - 71   - 72 - 73 - 74 - 75) - (85) - (86 - 87 - 88)

 

78%

Altre attività economiche

(01 - 02 - 03) - (05- 06 - 07   - 08 - 09) - (12 - 13 - 14 - 15 - 16 - 17 - 18 - 19 - 20 - 21 - 22 - 23 - 24   - 25 - 26 - 27 - 28 - 29 - 30 - 31 - 32 - 33) - (35) - (36 - 37 - 38 - 39) -   (49 - 50 - 51 - 52 - 53) - (58 - 59 - 60 - 61 - 62 - 63) - (77 - 78 - 79 - 80   - 81 - 82) -(84) - (90 - 91 - 92 - 93) - (94 - 95 - 96) - (97 - 98) - (99)

 

67%

Si evidenzia che il precedente regime dei minimi prevedeva un’unica soglia di accesso (30.000 euro). L’attuale previsione differenzia, invece, le varie attività economiche tenendo conto del diverso coefficiente di redditività. Peraltro, considerando i limiti massimi (il valore soglia dei ricavi) e applicandovi i relativi coefficienti, il reddito imponibile risulta comunque diverso a seconda della relativa attività economica.

A differenza di quanto previsto in precedenza, i “nuovi minimi” possono operare con l’estero, nel presupposto che la peculiare tipologia di operazioni non rappresenta di per sé indice di una struttura organizzativa incompatibile con il regime forfetario (non è stata, infatti, riprodotta la limitazione prevista dal comma 96, lett. a), n. 2, dell’articolo 1 della legge n. 244 del 2007).

Un’altra novità consiste nell’aver ricompreso in tale regime anche quanti sostengono spese per lavoro dipendente o per collaboratori, anche a progetto, per importi complessivamente non superiori ad 5.000 euro lordi (comma 44, lett. b)). In tale limite sono comprese le somme erogate sotto forma di utili da partecipazione agli associati.

Il costo complessivo, al lordo degli ammortamenti, dei beni mobili strumentali alla chiusura dell’anno precedente (stock) non deve superare 20.000 euro (comma 44, lett. c)). In precedenza tale limite era di 15.000 euro.

Si evidenzia che nel vecchio regime non si consideravano eventuali dismissioni di beni strumentali, mentre il nuovo regime, prendendo a riferimento lo stock di fine anno, attribuisce rilevanza anche alle eventuali dismissioni.

Ai fini del calcolo del limite per i beni strumentali:

1) per i beni in locazione finanziaria rileva il costo sostenuto dal concedente;

2) per i beni in locazione, noleggio e comodato rileva il valore normale dei medesimi determinato ai sensi dell’articolo 9 del TUIR;

3) i beni utilizzati promiscuamente per l’esercizio dell’impresa, dell’arte o professione e per l’uso personale o familiare del contribuente concorrono nella misura del 50%.

 

Al riguardo la relazione illustrativa afferma che tali beni concorrono nella misura del 50% indipendentemente dall’effettivo utilizzo per l’attività esercitata; tale previsione riguarda anche i beni strumentali a deducibilità limitata indicati negli articoli 164 (mezzi di trasporto) e 102, comma 9 (telefonia) del TUIR. A tal fine, non devono essere considerati i limiti di valore ai fini della deducibilità previsti dall’articolo 164, comma 1, lettera b), del TUIR.

4) non rilevano i beni il cui costo unitario non è superiore a 516,46 euro;

5) non rilevano i beni immobili, comunque acquisiti, ed utilizzati per l’esercizio dell’impresa, dell’arte o della profession