Multe stradali: fra sconto e rateizzazione

La legge di conversione del decreto legge 21 giugno 2013 n. 69 (cosiddetto decreto fare) ha stabilito, a decorrere dal 21 agosto 2013, che per le violazioni alle norme del Codice della Strada per le quali è prevista una sanzione amministrativa pecuniaria, il trasgressore o l’obbligato in solido (conducente e/o proprietario del veicolo se soggetti diversi) possono pagare la somma ridotta del 30 per cento, se il pagamento della sanzione è effettuato entro cinque giorni dalla contestazione o dalla notificazione del verbale.
Lo sconto, peraltro, spetta a chi paga entro 5 giorni da quando viene formalmente a conoscenza dell’infrazione: se il conducente viene fermato subito, i predetti 5 giorni decorrono dalla data dell’infrazione; in caso contrario, invece, il conto dei 5 giorni decorre da quando si perfeziona la notifica del verbale all’indirizzo del proprietario del veicolo.
Sul punto, però, bisogna precisare che hanno comunque diritto allo sconto anche coloro che pagano entro 5 giorni una multa per divieto di sosta non ancora notifica, ma solo annunciata con il classico preavviso che si trova sotto il tergicristallo, sebbene detto preavviso non abbia, nella sostanza, alcun valore formale (in tal senso il Dipartimento Pubblica sicurezza del Ministero dell’Interno nota Prot. N. 300/A/7752/13/127/1). Per fruire dello sconto in parola (30% della sanzione comminata) è necessario che l’infrazione non sia troppo grave: sono escluse, pertanto, dal beneficio dello sconto, le violazioni penali quali, ad esempio, la guida in stato d’ebbrezza media e grave, ovvero che supera i 0,8 grammi/litro e, in ogni caso, la guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.
Parimenti, il pagamento in misura ridotta non è altresì consentito quando il trasgressore non abbia ottemperato all’invito a fermarsi, oppure si sia rifiutato di esibire il documento di circolazione, la patente di guida o qualsiasi altro documento che deve avere con sé; in tal caso, peraltro, il verbale di contestazione della violazione deve essere trasmesso al prefetto entro dieci giorni dall’identificazione del trasgressore. Ad ogni modo, per le infrazioni in misura ridotta, il soggetto che paga la multa deve prestare massima attenzione agli importi da versare: non è previsto, infatti, il beneficio dell’arrotondamento secondo cui gli importi delle sanzioni devono essere arrotondati all’euro inferiore se la parte decimale è fino a 49 centesimi e all’euro superiore se la parte decimale è dai 50 centesimi in su.
Sono state diramate, di recente, dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali (Lettera circ. 11.11.2013, prot. n. 19442) talune indicazioni con particolare riferimento, però, alle violazioni amministrative del cui accertamento è competente il personale ispettivo del Ministero del lavoro e delle politiche sociali. Ci si riferisce, in particolare, alle violazioni effettuate nell’esercizio dell’attività di autotrasporto. Nella richiamata lettera circolare viene ribadito che la riduzione del 30% “si ritiene applicabile, tanto nei confronti del trasgressore, quanto del responsabile in solido, alle sole violazioni sanzionate dal codice della strada”: si tratta sostanzialmente delle violazioni circa il rispetto dei tempi di guida di cui al reg. (Ce) n. 561/2006, delle violazioni in materia di cronotachigrafo, oppure quelle relative al modulo di controllo assenze.
Resta ovviamente esclusa dalla riduzione del 30%, la disciplina di cui al D.Lgs. n. 234/2007 (relativa all’orario di lavoro dei lavoratori mobili), per le cui violazioni non è peraltro applicabile il codice della strada. La possibilità di beneficiare dello “sconto” della sanzione ridotta riguarda, nello specifico, “chiunque possa utilmente effettuare il pagamento nella misura agevolata a partire dalla data di entrata in vigore …

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