Bonus ristrutturazioni: le spese effettuate dall'inquilino

Come noto, a decorrere dall’1.1.2012, la detrazione IRPEF del 36% delle spese relative a determinati interventi volti al recupero del patrimonio edilizio è stata “messa a regime”. Peraltro, per le spese documentate relative a interventi di recupero edilizio, sostenute dal 26.6.2012 e fino al 30.6.2013, il Legislatore ha stabilito che spetta una detrazione IRPEF del 50% invece del 36% e che il limite massimo di spesa detraibile ammonta ad € 96.000,00 invece di € 48.000,00.
 
A ciò si aggiunga che, per effetto dell’art. 16 c. 1 del DL 4.6.2013 n. 63, la suddetta detrazione “maggiorata” si applica alle spese documentate sostenute fino al 31.12.2013. La detrazione IRPEF del 50% compete, inoltre, relativamente alle spese pagate dal 26.6.2012 al 31.12.2013, di regola mediante bonifico bancario o postale contenente le previste informazioni,- ed in relazione alle spese documentate sostenute ed effettivamente rimaste a carico dei contribuenti che possiedono o detengono, sulla base di un titolo idoneo, l’immobile sul quale sono effettuati i previsti interventi. Nello specifico, possono beneficiare delle predette agevolazioni tutti i soggetti IRPEF, residenti e non residenti in Italia, che sostengono le spese e che:

possiedono l’immobile a titolo di piena proprietà, nuda proprietà o altri diritti reali, quali l’uso, l’usufrutto, il diritto di abitazione e la superficie;

detengono l’immobile in base ad un contratto di locazione (inquilino) o di comodato (comodatario), oppure sulla base di un contratto preliminare di compravendita (promissario acquirente);

sono familiari conviventi con il possessore o detentore dell’immobile.

 
Come sopra anticipato, la detrazione IRPEF del 50%, in relazione alle spese sostenute dal 26.6.2012 al 31.12.2013, spetta su un ammontare complessivo massimo pari ad € 96.000,00 (prima € 48.000,00) per unità immobiliare, incluse le relative pertinenze, ancorché posseduta o detenuta da più soggetti in regime di comproprietà o contitolarità. Il predetto limite va commisurato a ciascun intervento agevolato, considerato unitariamente, ancorché svolto a cavallo di più periodi d’imposta, nonché a ciascun periodo d’imposta. Al riguardo, l’Agenzia delle Entrate ha recentemente reso disponibili alcuni chiarimenti in merito alla detrazione delle spese volte al recupero edilizio e che di seguito si ripropongono nei loro principali contenuti. In primo luogo viene precisato che la detrazione spetta a chi sostiene la spesa: non solo, quindi, i proprietari degli immobili (o i titolari di altri diritti reali, come nuda proprietà, usufrutto, uso, abitazione o superficie), ma anche, per esempio, i locatari o i comodatari. Inoltre, viene precisato che, ha diritto alla detrazione anche il familiare convivente del possessore (o detentore) dell’immobile su cui sono eseguiti i lavori, nel caso in cui quest’ultimo sostenga la spesa e i bonifici e le relative fatture risultino a lui intestate.
 
Un’importante precisazione attiene la sorte delle detrazioni (ripartite in 10 quote annuali di pari importo) in caso di cessione di immobili oggetto di precedenti interventi di ristrutturazione, già in parte portate in detrazione in dichiarazione dei redditi dal contribuente che le ha legittimamente sostenute: in tale circostanza, le quote residue del bonus non vanno perse, potendosi trasferire automaticamente all’acquirente, salvo diverso accordo tra le parti. Diverso risulta essere, invece, il trattamento previsto in capo ad un contribuente che ha eseguito taluni lavori di ristrutturazione in un appartamento tenuto in affitto e che si sia trasferito presso un altro immobile prima del termine utile per ripartire la detrazione. Al ricorrere di tale ipotesi, l’Agenzia delle Entrate…

Contenuto disponibile esclusivamente agli utenti abbonati
Per continuare a leggere il contenuto di questo articolo è necessario essere abbonati. Se sei già un nostro abbonato, effettua il login attraverso il modulo di autenticazione posto in cima alla pagina. Se non sei abbonato o ti è scaduto l'abbonamento, che aspetti?
Condividi:
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it