La società di riscossione che fa compilare i questionari ai clienti di un professionista non vìola la sua privacy

di Federico Gavioli

Pubblicato il 14 novembre 2013

Equitalia, avvalendosi della sua qualifica di soggetto pubblico, può richiedere i dati contabili ai clienti di un professionista senza violare le norme sulla privacy, se tali dati sono necessari al recupero di un debito tributario del professionista!

Non costituisce violazione della privacy di un professionista chiedere ai suoi clienti di compilare un questionario per accertare i suoi redditi; la Corte di Cassazione con la sentenza n.17203 dell’11 luglio 2013 ha legittimato il comportamento di Equitalia spa che, nella sua funzione di concessionario della riscossione aveva chiesto, al fine di accertare il reddito ad un professionista, informazioni dai clienti del professionista.

Il contenzioso fiscale nasce a seguito del fatto che un consulente del lavoro si era lamentato perché , a suo dire, la società di riscossione aveva leso la sua privacy perché aveva fatto compilare a suoi clienti un questionario per risalire al reddito reale del professionista.

La Concessionaria della Riscossione, nel gennaio del 2003, aveva richiesto a tutti i clienti del consulente del lavoro la compilazione di un questionario con valore di dichiarazione stragiudiziale, dichiarandosi creditrice del predetto contribuente, senza essere previamente autorizzato dall'interessato ovvero dall'Autorità Garante della protezione dei dati personali.

Allegando tale fatto e deducendo che a causa di que