Transfer pricing anche per il finanziamento estero infragruppo

di Alessandro Borgoglio

Pubblicato il 30 ottobre 2013

le regole sul transfer pricing trovano applicazione anche per quanto riguarda i finanziamenti ricevuti da una società consociata estera, con rischio di indetraibilità degli interessi passivi pagati

Premessa

Sempre più spesso l’Amministrazione Finanziaria pone la sua attenzione sulle operazioni internazionali ed, in particolare, su quelle che potrebbero dar luogo a trasferimento di materia imponibile dall’Italia verso un altro paese estero. In tale ambito rientrano i controlli sul cosiddetto transfer pricing, ovvero quelle verifiche volte ad assicurare che i prezzi di trasferimento applicati all’interno di un gruppo non siano artatamente manipolati in modo tale da “spostare” materia imponibile magari verso un Paese a fiscalità privilegiata.

L’Amministrazione Finanziaria, del resto, con la circolare 25/E del luglio scorso, con cui ha fornito i primi indirizzi operativi agli Uffici sull’attività di controllo per il 2013, ha ribadito la priorità delle verifiche in oggetto, sebbene evidenziando che l’adesione al regime degli oneri documentali, ai fini dei controlli da transfer pricing1, costituisce un comportamento, di per sé, indicativo della volontà collaborativa del contribuente e, quindi, deve essere correttamente valutata ai fini della riduzione del rischio di evasione/elusione. In sostanza, i soggetti che hanno assolto agli oneri documentali previsti dalla normativa di settore dovrebbe essere considerati a minor rischio di evasione rispetto ai soggetti che non vi hanno provveduto. È da evidenziare, infine, che tale tipologia di controlli suggeriti dalla Direzione Centrale sono indirizzati tanto ai grandi contribuenti quanto alle medie imprese.

Per quanto generalmente l’elusione tramite le politiche dei prezzi di trasferimento venga realizzata mediante “ritocchi” sui prezzi applicati alle merci acquistate o vendute nei confronti della controparte estera, con manovre, quindi, sul fronte dei costi e dei ricavi, la pronuncia odierna pone in evidenza un’altra fattispecie che forse era stata sottovalutata: secondo la Cassazione, infatti, il transfer pricing trova applicazione anch