Prestito tra conoscenti: profili di legittimità e aspetti fiscali (inoltre: guida al contratto di prestito occasionale con fac-simile contrattuale)

L’intervento prende spunto da due precedenti interventi in materia: – articolo pubblicato su Consulenza n. 19,/2013, pagg. 29/33, a firma Attilio Romano – articolo pubblicato sul Commercialista Telematico il 12/4/2011 a firma Attilio & Antonino Romano: Via libera al prestito fra amici ai quali si rimanda per completezza
 
1. Premessa
Nel contesto economico attuale, contraddistinto da un perdurante stato di crisi economica, si assiste non di rado ad eventi che trovano la propria origine nell’urgenza, talvolta drammatica, di reperire fondi e liquidità, altrimenti inaccessibili. Il presente contributo si propone di rispondere ai legittimi dubbi circa la legittimità dei prestiti erogati a conoscenti ed alla rilevanza fiscale di dette operazioni.
 
2. Il mutuo : riferimenti civilistici
Il contratto di mutuo trova la propria disciplina nel Libro Quarto, al Capo XV, del vigente Codice Civile, denominato, appunto, “Del mutuo”.
La definizione del mutuo, come accordo sinallagmatico, ci viene fornita dall’articolo 1813 del codice civile, che testualmente recita: “Il mutuo è un contratto col quale una parte consegna all’altra una determinata quantità di danaro o di altre cose fungibili, e l’altra si obbliga a restituire altrettante cose, della stessa specie e qualità.”
Il successivo articolo 1815, inquadra la problematica della “fruttuosità” del mutuo, prevedendola come la condizione naturale dello stesso. Di conseguenza, perchè vi sia infruttuosità .nel senso di mancanza di interessi) in un mutuo, occorre che la suddetta condizione sia espressamente prevista nel “corpo” del contratto. Il primo comma dello stesso articolo recita, infatti: “Salvo diversa volontà delle parti, il mutuatario deve corrispondere gli interessi al mutuante”. Con riferimento alla misura degli interessi, si rimanda all’articolo 1284, che fa riferimento al saggio di interesse legale, determinato, e periodicamente aggiornato, con provvedimento ministeriale. Esistono poi diverse previsioni contrattuali, che vanno a fornire ulteriori elementi di caratterizzazione del mutuo, quali :

il termine temporale per la restituzione delle somme erogate (articolo 1816 codice civile) ;

la restituzione rateale, che vincola il mutuatario al rispetto delle scadenze, pena la richiesta di immediata restituzione dell’intero da parte del mutuante (articolo 1819 codice civile) ;

il mancato pagamento degli interessi da parte del mutuatario (se, ovviamente, ne era previsto il pagamento…), che consente all’ erogante il mutuo di chiederne la risoluzione contrattuale (articolo 1820 codice civile).

 
3.Il prestito tra amici : peculiarità rispetto al mutuo tradizionale
 
Parlando di mutuo, il pensiero spontaneamente volge al prestito bancario di tipo tradizionale: tipico è il caso di chi vorrebbe acquistare un’abitazione, ricorrendo al mutuo bancario. E’ a quest’ultimo, quindi, che si fa usualmente riferimento, sia con riferimento alla disciplina civilistica, che a quella fiscale, in materia di prestiti. Il periodo attuale è purtroppo caratterizzato da una forte stretta in atto da parte del sistema creditizio: si tratta dell’ormai tristemente noto “credit crunch”, propagato come un “mantra” dai mezzi di comunicazione : lo stesso col quale buona parte degli operatori e dei privati si trovano a tu per tu, ogni qualvolta debbano recarsi in un istituto di credito, per richiedere un prestito. In tali circostanze di fatto, ben può comprendersi come, non riuscendo ad avere accesso al credito bancario (o trovando ostacoli via via crescenti per accedervi), taluni finiscano per divenire prede dell’usura, ed altri ricorrano a prestiti da parte di amici, conoscenti o familiari.
Visto il tema del presente contributo, sono appunto questi ultimi a suscitare il nostro interesse…

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