CREDITI e perdite: la cessione del credito, gli accordi transattivi, la rinuncia al credito

di Mario Agostinelli

Pubblicato il 1 ottobre 2013

continuiamo la nostra guida alla gestione fiscale delle perdite su crediti, con analisi particolare del caso delle perdite che sorgono nel momento di incasso del credito: la cessione del credito, l'accordo transattivo e la rinuncia al credito (terza parte)

L’agenzia delle Entrate, con la circolare 26/E, ha precisato che le perdite da atti di realizzazione sono deducibili se risultano verificate le condizioni di cui al comma. 5 dell’articolo 101 del TUIR.

Rinviando per un opportuno approfondimento al precedente documento, pubblicato da questo editore, si rammenta che l’interpretazione di derivazione civilistica considera le perdite da atti di disposizioni non attratte dalle disposizioni di cui al co. 5 dell’articolo 101 ma dal comma 1 del medesimo articolo (Cir. 15 Assonime).

L’agenzia delle entrate precisa al paragrafo 3.2 che gli atti realizzativi causa di una perdita fiscale su crediti ai sensi dell’articolo 101 co. 5 del TUIR sono:

  • le cessioni del credito a titolo definitivo;

  • le transazioni con il debitore che comportano la riduzione definitiva del debito o degli interessi originariamente stabiliti quando la motivazione sia riconducibile alla difficoltà finanziaria del debitore stesso, con esclusione delle transazioni riconducibili ad altre motivazioni quali quella di dirimere una potenziale controversia;

  • l’atto di rinuncia al credito.

LA CESSIONE DEL CREDITO

Nei casi di cessione del credito a titolo definitivo, l’agenzia delle entrate indica i presupposti probatori della rilevanza fiscale della relativa perdita, precisando che i requisiti e le condizioni di cui al co. 5 dell’articolo 101 sono verificati quando:

  • la cessione è effettuata a banche o intermediari finanziari sottoposti alla vigilanza ai sensi delle disposizioni in materia bancaria e creditizia, soggetti che con sufficiente affidabilità assicurano, nell’ambito delle dette operazioni, l’ammontare effettivo del credito esigibile;

  • che la perdita derivante dalla cessione del credito non sia superiore al costo del recupero del credito, da documentare con riferimento ai prezzi mediamente praticati sul mercato per l’attività di recupero, tenuto anche conto dei costi di gestione interni oltre che dei tempi di riscossione.

Va preliminarmente osservato che, la deducibilità fiscale delle perdite su crediti da cessione dei medesimi, rileva nelle sole ipotesi di cessione definitiva, e quindi per