Perdite su crediti in caso di procedure concorsuali e accordo di ristrutturazione dei debiti

di Sandro Cerato - Il Caso del Giorno

Pubblicato il 27 settembre 2013

per i crediti vantati verso imprese che sono entrate in procedura 'concorsuale' vi è stato un cambio di parere dell'Agenzia, per agevolare i creditori nel veder riconosciuta la perdita fiscale nel periodo d'imposta in cui si manifesta l'insolvenza del debitore

A norma dell’art. 101, c. 5, del Tuir, ai fini delle deducibilità della perdita su crediti, non devono essere provati gli elementi di certezza e precisione se, a carico del debitore, è stata aperta una procedura concorsuale (amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi, concordato preventivo, fallimento e liquidazione coatta amministrativa), oppure (come stabilito per effetto della modifica operata dal D.L. n. 83/2012) il debitore ha concluso un accordo di ristrutturazione dei debiti omologato ai sensi dell’art. 182-bis del R.D. n. 267/1942.

Il secondo periodo della medesima disposizione riconosce, poi, la rilevanza fiscale delle perdite su crediti a decorrere dalla data di apertura della procedura concorsuale, senza, tuttavia, considerare i diversi momenti successivi (sino alla chiusura del relativo iter) in cui è possibile individuare, con ragionevole oggettività e certezza, la parte di credito effettivamente non più recuperabile.

A questo proposito, è bene riportare il pensiero della giurisprudenza, la quale ha da sempre sostenuto che il contenuto letteral