La Centrale dei Rischi e il contenuto del dossier bancario | Dossier in PDF

La Centrale Rischi è lo strumento principe a disposizione delle banche italiane per verificare lo stato di salute dei propri clienti: pubblichiamo una guida di 23 pagine su come vengono elaborati i dati inseriti in Centrale Rischi.

Evoluzione normativa e creazione della nuova Centrale dei Rischi 

La normativa bancaria in Italia ha subito una forte evoluzione nei primi anni ’90.

Il primo tassello è sicuramente la legge n. 218 del 30 luglio 1990, detta legge Amato, primo segnale di quello che sarebbe stato il successivo cambiamento “sistemico”.

La rubrica della norma “Disposizioni in materia di ristrutturazione e integrazione patrimoniale degli Istituti di credito di diritto pubblico“ rende immediatamente l’idea di quale fosse l’ambito che si andava a disciplinare: venivano dettate nuove regole per la detenzione di partecipazione del capitale delle banche da parte dello Stato, allora “proprietario“ di buona parte del capitale delle banche italiane di maggiore dimensione. Il passaggio fu epocale soprattutto per la sua incidenza sulle dinamiche di governance del sistema bancario, che, sino ad allora, era sotto il considerevole influsso della classe politica allora al potere.

Per la prima volta si affermava, in modo netto, il principio della “separatezza” del governo delle banche e si cercava di sottrarre le stesse all’influenza notevole di una classe dirigente che vedeva negli istituti di credito, il più delle volte, un mero strumento di esercizio del potere, arginato solo dalla Banca d’Italia presidio sicuro per una non degenerazione strutturale del sistema.

Oltre alle legge Amato, la l. 154/92 – “Norme per la trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari” tenta di dare trasparenza contrattuale ai contratti bancari.

A questi interventi legislativi, si aggiunsero numerosi interventi di vari soggetti, quali ad esempio il CICR, che, a buon diritto, emanarono norme e/o regolamenti sul settore bancario.

È in questo contesto che inizia a maturare la necessità di dare organicità alle norme via via emanate per rispondere alle mutevoli esigenze che si erano determinate.

La mancanza di organicità era anche una conseguenza evidente delle peculiarità per cui erano state emanate tante norme: inoltre si manifestava sempre di più l’esigenza di recepire i cambiamenti intervenuti nella società italiana con un testo unico che fosse in linea con i tempi, visto che sulla non attualità della legge bancaria allora vigente, risalente al 1936, vi erano pochi dubbi.

Era evidente, infatti, che la citata legge del 1936 fosse la conseguenza di scelte operate in condizioni storiche particolari (la grande depressione del 1929 con la conseguente crisi economica mondiale). Essa era stata pensata in ragione di una struttura economica del paese profondamente diversa (si pensi solo che l’Italia, allora, era un paese prevalentemente agricolo con poche grandi industrie partecipate dalle banche stesse), ed esprimeva una chiara volontà della classe dirigente dell’epoca su alcune scelte non più attuali.

In questo contesto si arrivò al vero cambiamento con l’approvazione del d.lgs. 385/1993, noto come testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia.

Dati i limiti del presente lavoro non è possibile enucleare tutti gli aspetti positivi e i conseguenti benefici di cui lo stesso è stato ed è foriero.

In questa sede ci limiteremo a dire che, tra le tante innovazioni, il TUB diede finalmente organicità legislativa alla volontà costituzionale, espressa negli artt. 76 e 87 della Costituzione.

Uno dei cardini, contenuto nel titolo III, fu la disciplina organica dell’attività di vigilanza da parte della Banca d’Italia; proprio in base a quanto previsto dagli artt. 53 e 67 del citato titolo III, vennero gettate le basi per la Delibera del Comitato interministeriale per il credito e il risparmio (CICR) del 29 marzo che riformò la Centrale dei Rischi, recependo le innovazioni del nuovo TUB e modificando nella sostanza la Circolare n. 139 dell’11 febbraio 1991 che per prima aveva disciplinato la Centrale dei Rischi.

Infatti si legge nella circolare:

Il servizio di centralizzazione dei rischi…

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