Credito IVA non dichiarato e compensazione di avviso bonario

di Sandro Cerato - Il Caso del Giorno

Pubblicato il 6 settembre 2013

la recente prassi dell'Agenzia prevede che il contribuente cui sia contestato un credito IVA non dichiarato possa sempre documentarne l'esistenza e portarlo a compensazione dell'avviso bonario ricevuto

Secondo un previgente orientamento dell’Amministrazione finanziaria (R.M. n. 74/2007), l'eccedenza di credito Iva maturata in un anno in cui la dichiarazione annuale risulta omessa poteva essere computata in detrazione, al più tardi, con la dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello in cui il diritto alla detrazione è sorto, fermo restando il potere/dovere dell'ufficio, nell'ambito del programma annuale dell'attività di controllo, di accertare l'esistenza del credito medesimo maturato nell'anno in cui la dichiarazione annuale è stata omessa, a norma dell’art. 55 del D.P.R. n. 633 del 1972. Successivamente, con la circolare n. 34/E del 6 agosto 2012, la medesima Agenzia delle Entrate è intervenuta sul tema, cambiando radicalmente indirizzo rispetto alla posizione formalizzata nella citata risoluzione ministeriale: in caso di omessa dichiarazione annuale, il contribuente non avrebbe più potuto riportare l’eccedenza di IVA detraibile nella dichiarazione dell’anno successivo, né chiederne il rimborso nelle ipotesi regolate dall’art. 30 del D.P.R. n. 633/72.

Il credito, pertanto, non essendo stato dichiarato nell’anno in cui è maturato, non poteva essere utilizzato in detrazione del debito d’imposta in u