Sospensione della riscossione, rinuncia al credito da parte del socio, le spese di giustizia, la liquidazione di una società di persone...

QUESITO N. 1: Riscossione: sospensione su istanza del debitore

Le disposizioni della Legge di Stabilità 2013 che riguardano la sospensione delle riscossione per le cc.dd. “cartelle pazze” sono valide anche per gli accertamenti esecutivi?

 

RISPOSTA

La risposta è affermativa. La Legge n. 228 del 2012 (in vigore dal 1° gennaio 2013), all’art. 1, cc. 537 e ss., ha previsto la sospensione immediata di ogni attività di riscossione, ove il debitore, mediante la presentazione di un’istanza, riesca a documentare l’erroneità della pretesa creditoria. Precisamente, entro 90 giorni dalla notifica del primo atto di riscossione utile o di un atto della procedura cautelare o esecutiva eventualmente intrapresa dal Concessionario, il contribuente può presentare una dichiarazione anche con modalità telematiche, con la quale si documenta che gli atti emessi dall’ente creditore prima della formazione del ruolo, ovvero la successiva cartella di pagamento o l’avviso per i quali si procede, sono stati interessati:

da prescrizione o decadenza del diritto di credito sotteso, intervenuta in data antecedente a quella in cui il ruolo è reso esecutivo;
da un provvedimento di sgravio emesso dall’ente creditore;
da una sospensione amministrativa comunque concessa dall’ente creditore;
da una sospensione giudiziale, oppure da una sentenza che abbia annullato in tutto o in parte la pretesa dell’ente creditore, emesse in un giudizio al quale l’Agente per la riscossione non ha preso parte;
da un pagamento effettuato, riconducibile al ruolo in oggetto, in data antecedente alla formazione del ruolo stesso, in favore dell’ente creditore;
da qualsiasi altra causa di non esigibilità del credito sotteso.

Entro il termine di 10 giorni successivi alla data di presentazione dell’istanza, il Concessionario per la riscossione trasmette all’ente creditore la dichiarazione presentata dal debitore e la documentazione allegata. Ciò al fine di avere conferma dell’esistenza delle ragioni addotte dal debitore e ottenere, in caso affermativo, la sollecita trasmissione della sospensione o dello sgravio direttamente sui propri sistemi informativi.
Decorso il termine di ulteriori 60 giorni l’ente creditore è tenuto, con propria comunicazione inviata al debitore a mezzo raccomandata A/r o a mezzo PEC nel caso di debitori obbligati all’attivazione:

a confermare la correttezza della documentazione prodotta, provvedendo, in pari tempo, a trasmettere in via telematica, al Concessionario il conseguente provvedimento di sospensione o sgravio;

ovvero ad avvisare il debitore dell’inidoneità di tale documentazione a mantenere sospesa la riscossione, dandone, anche in questo caso, immediata notizia al Concessionario per la ripresa dell’attività di recupero del credito iscritto a ruolo.

Trascorso il termine di 220 gg. dalla data di presentazione della dichiarazione del debitore senza che l’ente impositore abbia effettuato le suddette comunicazioni, le partite indicate dal debitore sono annullate di diritto, con conseguente discarica dei relativi ruoli. Contestualmente sono eliminati dalle scritture patrimoniali dell’ente creditore i corrispondenti importi.
Ebbene, basandosi sul tenore letterale dell’art. 1, comma 537 e seguenti della L. n. 228 del 2012, l’Agenzia delle Entrate è giunta alla conclusione che la sospensione dell’attività di riscossione operi anche con riguardo alle somme affidate in seguito alla notifica di un accertamento esecutivo per il quale sia trascorso inutilmente il termine ultimo di pagamento (circolare 1/E/2013).
In proposito si ricorda che, ai sensi dell’art. 29, lett. b del D.L. 78/2010 (L. conv. n. 122/2010 e succ. mod.), se il contribuente non versa le somme dovute entro 60 giorni dalla notifica dell’atto impoesattivo, la riscossione delle somme intimate sarà affidata all’Agente, decorsi 30 gg. giorni dal termine ultimo per il pagamento. Quindi, il …

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