Dati extracontabili acquisiti presso terzi: accertamento non valido

di Mario Agostinelli

Pubblicato il 26 luglio 2013

per giustificare e motivare un avviso di accertamento non basta che il Fisco abbia reperito dati extracontabili presso un terzo (cliente-fornitore) da cui sembrino esistere transazioni in nero, servono anche altre prove

La giurisprudenza consolida l’orientamento secondo il quale, i dati extracontabili rinvenuti presso un terzo, fornitore del contribuente, non costituiscono una prova valida in giudizio ai fini dell’accertamento nei confronti di quest’ultimo.

Due le sentenze che vanno evocate di cui l’una di legittimità (sentenza 3326/2011) e l’altra, che qui si allega, di merito, emanata dalla CTP di Ascoli Piceno (sent. n. 82/2/13 del 15/01/2013 dep. 21/02/2013).

La sentenza della Suprema Corte di Cassazione, che pone nel giusto equilibrio l’utilizzo degli elementi probatori quando acquisiti presso terzi, ha stabilito che, la presunzione di una contabilità in nero fondata soltanto su dati rinvenuti dalla Guardia di Finanza nel corso della verifica a carico del fornitore costituiscono solo una semplice ipotesi, non sufficiente a provare l’evasione in assenza di altre elementi probatori di riscontro.

In particolare la massima della sentenza richiamata recita: ”È illegittimo l'atto impositivo fondato sul rinven