L’amministratore unico può anche essere un dipendente: ecco come fare…

di Sandro Cerato - Il Caso del Giorno

Pubblicato il 15 giugno 2013

analisi delle problematiche relative alla deducibilità del compenso erogato all'amministratore della società, quando costui è inquadrato come dipendente e riceve regolare busta paga dalla società

La deducibilità o meno del costo del lavoro dell’amministratore unico è da molti anni oggetto di un acceso dibattito tra gli “addetti ai lavori” atteso che, per considerare la prestazione di lavoro di tale soggetto, come effettuata in regime di subordinazione, è necessario che le mansioni svolte da quest’ultimo, in forza del contratto di lavoro, siano diverse da quelle espletate in qualità di amministratore, ma non solo.

E’ necessario, altresì, che, il medesimo soggetto si trovi in posizione subordinata nei confronti della società, nel senso che il potere direttivo, gerarchico e disciplinare, debba essere esercitato da un altro organo della società.

Al riguardo, la posizione dell’Ente previdenziale (circolare INPS n.179 dell’8 agosto 1989) è estremamente chiara: “quando il presidente, l’amministratore unico e il consigliere delegato esprimono da soli la volontà propria dell’ente sociale, come anche i poteri di controllo, di comando e di disciplina, in veste di lavoratori essi verrebbero ad essere subordinati a se stessi, cosa che non è giuridicame