Fatturazione elettronica: i chiarimenti del Fisco e le nuove regole applicative per le Amministrazioni Pubbliche

La normativa IVA è stata di recente oggetto di importanti modifiche derivanti dalla necessità di adeguarsi alle direttive della Comunità Europea. Quest’ultima, in particolare, è intervenuta in diverse occasioni e in maniera anche abbastanza significativa in materia di IVA, prima con la Direttiva n. 2006/112/CE (c.d. “Direttiva IVA”) e, di recente, con la Direttiva n. 2010/45/UE. Proprio per recepire tale ultima direttiva, che ha modificato maniera significativa anche la precedente Direttiva n. 2006/112/UE, la Legge di Stabilità 2013 (Legge 24 dicembre 2012 n. 228) ha profondamente modificato l’art. 21 del D.P.R. n. 633/1972.
Le novità introdotte sono entrate in vigore a partire dal 1° gennaio 2013 e hanno l’intento di semplificare le norme in materia di fatturazione elettronica. La nuove disposizioni, difatti, vogliono assicurare un’assoluta parità di trattamento tra la fattura cartacea e la fattura elettronica. Nelle intenzioni degli organismi comunitari, vi è soprattutto l’obiettivo di aiutare le imprese a ridurre i costi e ad acquisire maggiore competitività. Con la diffusione della circolare n. 12 del 3 maggio 2013, l’Agenzia delle Entrate ha voluto fornire importanti chiarimenti sulle regole e modalità di fatturazione, nonché sul “nuovo contenuto” della fattura elettronica.
Quasi in concomitanza, sulla G.U. n. 118 del 22 maggio 2013 è approdato il recente D.M. n. 55 del 3 aprile 2013 che impone l’obbligo di ricorrere alla fatturazione elettronica nei rapporti con le amministrazioni pubbliche. Il decreto, che segna un importante passo avanti nella c.d. “rivoluzione digitale” nell’ottica di razionalizzazione delle risorse, entrerà in vigore a partire dal prossimo 6 giugno 2013 e prevede dei tempi di attuazione relativamente brevi.
 
1. Regole e definizioni della “fattura elettronica”
L’art. 21, comma 1 del D.P.R. n. 633/1972 prevede che “per fattura elettronica si intende la fattura che è stata emessa e ricevuta in un qualunque formato elettronico; il ricorso alla fattura elettronico è subordinato all’accettazione da parte del destinatario’’.
Per prima cosa, dunque, occorre ricordare che per “fattura elettronica” deve intendersi il documento informatico inviato con un file di qualsiasi formato in grado di garantire l’integrità dei dati in esso contenuti nonché l’attribuzione univoca ad un soggetto emittente.
I requisiti che debbono coesistere per qualificare la fattura come “elettronica” sono i seguenti:

emissione in formato elettronico;

ricevimento in formato elettronico;

accettazione del destinatario.

 
L’accettazione da parte del destinatario può rilevarsi anche per fatti concludenti (ad esempio il pagamento della stessa).
In assenza di uno dei requisiti, la fattura, seppure emessa elettronicamente, non può considerarsi “elettronica” ai fini della normativa Iva, con particolare attenzione ai riflessi in ambito di conservazione dei documenti.
 
Importante!
Si considera fattura elettronica il documento strutturato in formato .xml o .pdf; quindi è considerata correttamente emessa anche la fattura inviata a mezzo e-mail con allegato un file in formato .pdf, ovvero trasmessa a mezzo fax elettronico (cioè tramite pc); non è invece considerata fattura elettronica la fattura inviata a mezzo di fax analogico e quindi con modalità cartacea.
 
Pertanto:

la fattura emessa in formato elettronico è completamente equiparata a quella emessa in formato cartaceo

il ricorso all’emissione della fattura elettronica è subordinata al consenso del destinatario;

la fattura elettronica può essere conservata …

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