Transfer pricing e finanziamenti infruttiferi

di Cosimo Turrisi

Pubblicato il 10 aprile 2013

per i gruppi societari che operano in diversi stati, l'utilizzo di finanziamenti infruttiferi può essere un utilissimo strumento per diminuire gli oneri finanziari, tuttavia bisogna prestare attenzione alle norme sul transfer pricing ed al loro impatto sulla fiscalità del gruppo

Il codice civile nell’articolo 1813 definisce l’istituto del mutuo, qualificandolo come quel contratto col quale una parte, detta mutuante, consegna all'altra, mutuatario, una determinata quantità di danaro o di altre cose fungibili e l'altra si obbliga a restituire altrettante cose della stessa specie e quantità. E’ un contratto reale poiché si perfeziona oltre che con il consenso, anche con la consegna del bene al mutuatario e non prevede la forma scritta ad substantiam.

Il successivo articolo 1815 prevede che il mutuatario, salvo diversa volontà delle parti, deve corrispondere gli interessi al mutuante ed in mancanza di pattuizioni scritte, si rinvia all’art. 1284 del codice civile, secondo il quale si rende applicabile il saggio d’interesse legale fissato per l’anno.

In tale alveo rientra la disciplina dei finanziamenti fruttiferi o infruttiferi. In particolare, quelli infruttiferi da un punto di vista economico rappresentano la maniera di soddisfare fabbisogni finanziari senza aggravio di oneri finanziari o senza vincoli patrimoniali (tale modalità può essere adottata, ad esempio, nei finanziamenti concessi da parte di una società controllanti in favore di proprie controllate per supportare piani di investimento, per compensare stati di perdita oppure per ridurre le dipendenze finanziarie).

In campo fiscale l’articolo 45, comma 2, del T.U.I.R., dispone che “Per i capitali dati a mutuo gli interessi, salvo prova contraria, si presumono percepiti alle scadenze e nella misura pattuite per iscritto. Se le scadenze non sono stabilite per iscritto gli interessi si presumono percepiti nell'ammontare maturato nel periodo d'imposta. Se la misura non e' determinata per iscritto gli interessi si computano al saggio legale”. Ne consegue che, qualora sia possibile provare la natura infruttifera del finanziamento, tale pattuizione assume rilevanza anche ai fini fiscali. Nel reddito d’impresa, inoltre, rileva il disposto dell’art. 89 comma 5 del T.U.I.R., ai sensi del quale se la misura non è determinata per iscritto, gli interessi si computano al saggio legale.

 

Disciplina dei prezzi di trasferimento.

La normativa applicabile alla materia dei prezzi di trasferimento è contenuta nell’art. 110, c. 7 del TUIR e, per effetto del richiamo operato nel comma 2 del medesimo articolo, nell’art. 9, c. 3 dello stesso Testo unico.

I riferimenti di prassi, invece, sono contenu