Riflessi in ambito fiscale delle prove irritualmente assunte nel corso di indagini penali

di Cinzia Bondì

Pubblicato il 22 aprile 2013

nel processo tributario sono validamente utilizzabili anche le prove acquisite irritualmente in fase di indagine penale, anche se le stesse prove non sono utilizzabili nel processo penale collegato

Con sentenza n. 2352/2013 la Corte di Cassazione dà continuità al principio di diritto che afferma la reciproca autonomia del processo penale e del processo tributario, sia con riguardo alle norme ad essi applicabili sia con riferimento alle loro finalità. La Suprema Corte, pertanto, esclude l’applicabilità dell’automatismo secondo cui l’accertamento fiscale deve dichiararsi nullo sulla base del principio processuale penalistico che sancisce l’inutilizzabilità delle prove assunte irritualmente nel corso di indagini di polizia tributaria.

 

La sentenza

L’articolato contenzioso di cui trattiamo, nasce dalla notifica di tre avvisi di accertamento con cui l’ Amministrazione finanziaria rettificava il reddito dichiarato, per gli anni 1990, 1991 e 1992 ai fini Irpef ed ILOR, da un contribuente indagato in un procedimento penale.

Il contribuente si era opposto presentando alla Commissione Tributaria Provinciale tre distinti ricorsi da quest’ultima tutti rigettati.

Secondo i giudici di prime cure l’operato della Guardia di Finanza in sede di verifica risultava legittimo e corretto rientrando nei poteri della Guardia di Finanza la raccolta delle informazioni e rese dal contribuente sulle movimentazioni bancarie contestate e non risultando, altresì elementi idonei a far emergere indizi di reato.

La Commissione Tributaria Provinciale competente aggiungeva, inoltre, che le ingenti movimentazioni rilevate sui conti del contribuente deponevano per l’esistenza di un’attività imprenditoriale e che questi non aveva dimostrato la natura non reddituale delle suddette movimentazioni.

Seguiva l’appello nel quale veniva eccepita l’inutilizzabilità delle prove raccolte durante la verifica in quanto acquisite in assenza di un difensore del contribuente e, contestualmente, contestati gli esiti dell’ispezione subita da cui era stata desunta (sulla base di presunzioni prive dei requisiti di gravità, precisione e concordanza) in capo al ricorrente la titolarità di un’attività d’impresa malgrado non fosse emersa l’esistenza di clienti o fornitori ma l’esi