Misure di prevenzione personali e patrimoniali contro l’evasore fiscale “abituale”

Premessa

Il Tribunale di Chieti, con sentenza del 12 luglio 2012, ha affermato l’importante principio di diritto in ragione del quale un individuo ritenuto responsabile di reiterate azioni lesive degli interessi fiscali dello Stato, rientra nell’ambito soggettivo di applicazione della definizione di persone “socialmente pericolose”, che “per la condotta ed il tenore di vita debba ritenersi, sulla base di elementi di fatto, che vivono abitualmente, anche in parte, con i proventi di attività delittuose, ai sensi e per gli effetti dell’art.1, lett. b del D.Lgs. n. 159/2011 – Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione.

Ne consegue che, in tale caso, risultano applicabili le previste misure di prevenzione personali e patrimoniali, rendendo ancora più efficaci la risposta sanzionatoria pubblica e la valenza deterrente delle stesse norme fiscali.

Infatti, secondo quanto statuito del citato organo giurisdizionale, la sistematica evasione fiscale, in particolare integrante condotte che rientrino nell’area dell’illecito penale, si attaglia perfettamente alla categoria di pericolosità delineata dall’art. 1, lett. a) e b) (e 4, lett. c) del richiamato D.Lgs. n. 159/11, quando il soggetto viva di traffici delittuosi ovvero viva col provento di attività delittuosa, tale considerandosi il profitto prodotto dall’evasione fiscale, ancorché la stessa sia pertinente ad attività economiche astrattamente lecite.

Nella specie, il Tribunale ha applicato la misura di prevenzione della sorveglianza speciale a persona risultata dedita ad attività fraudolente sul piano tributario sin dal 1993, con notevole impulso a partire dagli anni 2004-2005, ed ha contestualmente disposto il sequestro di numerosi beni intestati a prestanome.

 

Inquadramento normativo

Il D.Lgs. 6-9-2011 n. 159, nel disciplinare l’ambito soggettivo di applicazione delle misure di prevenzione personale, dispone, all’art. 1, che tali provvedimenti possono essere adottati nei confronti dei soggetti di seguito riportati:

  • coloro che debbano ritenersi, sulla base di elementi di fatto, abitualmente dediti a traffici delittuosi;

  • coloro che per la condotta ed il tenore di vita debba ritenersi, sulla base di elementi di fatto, che vivono abitualmente, anche in parte, con i proventi di attività delittuose;

  • coloro che per il loro comportamento debba ritenersi, sulla base di elementi di fatto, che sono dediti alla commissione di reati che offendono o mettono in pericolo l’integrità fisica o morale dei minorenni, la sanità, la sicurezza o la tranquillità pubblica.

 

Nei confronti dei soggetti dianzi indicati:

  • ai sensi degli artt. 2 e 3 del D.Lgs. n. 159/2011, il Questore competente può emettere i provvedimenti del “foglio di via obbligatorio” e l’”avviso orale”;

  • ai sensi dell’art. 4, c. 1, lett. c, del D.Lgs. n. 159/2011, possono essere adottate le misure di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza e dell’obbligo di soggiorno nel comune di residenza o di dimora abituale. In tale specifico ambito soggettivo, la competenza ad avanzare la proposta, ai sensi dell’art. 5, c. 2, è del Procuratore della Repubblica presso il tribunale nel cui circondario dimora la persona.

 

Il Titolo II del provvedimento normativo di cui trattasi, all’art. 16, c. 1, lett. a, prevede l’applicabilità delle misure di prevenzione patrimoniali anche nei confronti dei soggetti sopra citati. Anche in tale caso, la competenza ad avanzare la proposta è del Procuratore della Repubblica presso il tribunale nel cui circondario dimora la persona, come specificamente disposto dall’art. 17, c. 2.

 

Ai sensi dell’art.20 del D.Lgs. n. 159/2011, può essere disposto il sequestro dei beni dei quali la persona nei cui confronti è iniziato il procedimento risulta poter disporre, direttamente o indirettamente, quando il loro valore risulta sproporzionato al reddito dichiarato o all’attività economica svolta ovvero quando, sulla base di sufficienti indizi,…

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