Le modalità per la consegna della convocazione dell'assemblea di condominio

Di fondamentale importanza è la consegna dell’avviso di convocazione dell’assemblea di condominio, tanto ordinaria che straordinaria.

Le normative in materia di condominio non prevedono alcun obbligo di forma o mezzo per l’avviso di convocazione dell’assemblea, pertanto la comunicazione può essere fatta anche oralmente, in base al principio della libertà delle forme, salvo che il regolamento non prescriva particolari modalità di notifica del detto avviso.

Tuttavia, è certamente sconsigliabile la forma orale per l’avviso di convocazione dell’assemblea onde evitare potenziali contestazioni post assemblea che potrebbero condurre all’invalidità dell’assemblea stessa da parte dei condòmini interessati con gravi ripercussioni sulla negligenza dell’amministratore di condominio che non sarebbe in grado di dimostrare che in realtà tutti i condòmini erano stati avvisati in merito alla convocazione. Peraltro, l’avviso di convocazione dell’assemblea si intende notificato anche oralmente soltanto nel caso in cui si comunichi l’intero contenuto dell’avviso di convocazione dell’assemblea di cui nello specifico luogo, data, orario, eventuali documenti allegati quali rendiconto e preventivo, argomenti di discussione all’Ordine del Giorno, la presenza di soggetti durante l’assemblea quali professionisti e/o fornitori etc. Pertanto, nonostante il fatto che la legge non fissi regole precise in merito, per facilitare l’eventuale necessità di provare l’avvenuta spedizione e la conoscenza di tutti gli elementi dell’avviso di convocazione, è preferibile che l’avviso venga inviato per iscritto mediante una raccomandata con ricevuta di ritorno la cui ricevuta consente di provare che il condomino ha ricevuto la convocazione ovvero, secondo le più moderne tecnologie informatiche, tramite posta elettronica certificata in quanto le ricevute di invio e consegna di quest’ultima vengono equiparate alla raccomandata postale con ricevuta di ritorno; sono comunque possibili anche modalità equipollenti, purché permettano sempre di dimostrare l’avvenuta ricezione dell’avviso stesso e quindi l’avviso può anche essere consegnato ai condòmini a mano dall’amministratore, facendo sottoscrivere ovviamente una ricevuta.

Si ribadisce che la comunicazione dell’avviso di convocazione dell’assemblea dei condomini può essere data con qualsiasi forma idonea al raggiungimento dello scopo e può essere provata anche da univoci elementi dai quali risulti che il condomino ha, in concreto, ricevuta la notizia come nel caso di un foglio nel quale risultava apposta la firma dei condòmini con la dicitura “per ricevuta convocazione assemblea condominiale” seguita dalla data dell’assemblea (Cass., sent. n. 1033 del 28 gennaio 1995).

Poiché, infatti, l’art. 1136 c.c. non prescrive particolari modalità di notifica ai condomini per l’avviso di convocazione per la regolarità delle relative assemblee, si deve ritenere che la disposizione di legge sia stata osservata quando risulta provato, anche a mezzo di presunzioni, che i condòmini abbiano, in qualunque modo, avuto notizia della convocazione (Cass., sent. n. 2450 del 15 marzo 1994).

Molti amministratori di condominio sono soliti inserire nelle cassette postali dei condòmini gli avvisi di convocazione dell’assemblea ovvero affiggerli nelle bacheche condominiali. E’ mio parere personale che inserire gli avvisi di convocazione dell’assemblea nelle cassette postali significa risultare arduo, per l’amministratore di condominio riuscire a dimostrare, come specificato ut supra, che i condòmini hanno effettivamente ricevuto l’avviso di convocazione, di contro, l’avviso affisso nella bacheca condominiale, oltre a recare la medesima incertezza per l’amministratore dell’effettiva consegna dell’avviso della convocazione, può comportare rilevanti conseguenze in ambito civile che penale per violazioni in materia di privacy, a seconda dei punti di discussione all’Ordine del Giorno ivi elencati. Numerosi sono infatti i provvedimenti del…

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