La prova delle cessioni intracomunitarie: quando è necessario fornire la prova della cessione; cosa è necessario provare; i mezzi di prova ammessi; le novità…

di Roberto Pasquini

Pubblicato il 19 aprile 2013

le cessioni verso altri Paesi comunitari a volte nascondono comportamenti fraudolenti volti ad evadere il pagamento dell'IVA; ecco quali prove si possono offrire per dimostrare che la cessione intracomunitaria di beni è realmente avvenuta (Antonio Karabastos)

Come noto, le cessioni di beni rivolte a paesi esteri non sono sottoposte ad imposizione IVA. Per il caso delle cessioni verso paesi membri dell’Unione Europea, sussiste un regime di non imponibilità per effetto dell’art. 41 D.L. 331/93; con riferimento alle cessioni verso paesi extra UE, vi è un regime di esclusione dal campo di applicazione dell’Iva (ex art. 7 e ss. DPR 633/72, per difetto del requisito della territorialità).

In entrambe le fattispecie c’è il rischio che la mancata sottoposizione ad IVA crei comportamenti distorsivi, volti all’evasione dell’imposta “camuffando” come cessioni destinate all’estero ordinarie cessioni interne effettuate ad altri soggetti.

Con più preciso riferimento alle cessioni intracomunitarie, la presentazione telematica dei Modelli Intrastat e l’incrocio dei dati effettuato dai paesi dell’Unione permette di contrastare efficacemente questi comportamenti.

Tuttavia non appare raro che alcuni dati risultino errati o contraddittori, con la conseguente attivazione di un controllo in capo al cedente nazionale, che si troverà richiesta, anche a distanza di anni, una prova documentale sull’effettività della cessione intracomunitaria.

Sulle modalità dettagliate di tale prova non vi sono, nel nostro ordinamento tributario, norme specifiche, ma è necessario basarsi sui documenti di prassi dell’amministrazione finanziaria (Circolari, Risoluzioni) e sulle successive pronunce della giurisprudenza in merito a tali interpretazioni.

La prova che risulta la più difficile da fornire è quella del trasporto nell’altro Stato membro, perché ordinariamente viene richiesta la copia della lettera di vettura internazionale (CMR) vistata da trasportatore e cliente estero all’atto della consegna dei beni.

A questo proposito la Risoluzione 19/2013 ha definitivamente esteso la possibilità di prova anche a forme alternative, quali il CMR “elettronico” o stampate di dati tratte dal sistema informatico del vettore.

 

Quando è necessario fornire la prova della cessione

La prova viene richiesta ai fini del mantenimento della non imponibilità, nei casi in cui scatti il dubbio sulla effettiva realizzazione dell’operazione a seguito di incongruenze nei dati informatici, o nei casi di un ordinario controllo della posizione fiscale di un soggetto. Le fattispecie possono consistere in:

- utilizzo di dati erronei: in tale caso il cedente utilizza un n