Reddito basso con auto di grossa cilindrata: scatta il redditometro?

di Federico Gavioli

Pubblicato il 9 febbraio 2013

il possesso di autoveicoli, soprattutto se di cilindrata potente, è uno degli indici più pesanti a favore del Fisco in caso di accertamento redditometrico

La recente ordinanza della Cassazione conferma, ancora una volta, che la determinazione del reddito effettuata sulla base di indici di maggiore capacità contributiva ai sensi dell’art. 38, c. 4 del D.P.R. 29.09.1973, n. 600 (c.d. redditometro) non richiede, in capo all’Amministrazione Finanziaria, di provare ulteriormente i fatti posti a fondamento dell’accertamento sintetico.

E’ quanto stabilito dalla Corte di Cassazione con la sentenza n.18604 del 29 ottobre 2012.

Si ricorda che con effetto per gli accertamenti relativi ai redditi per i quali il termine di dichiarazione non è ancora scaduto al 31 maggio 2010, le nuove disposizioni introdotte dall’art. 22, c. 1, D.L. 31 maggio 2010, n. 78, convertito dalla L. 30 luglio 2010, n. 122, del citato comma 4, dell’articolo 38, prevedono che l’amministrazione finanziaria, indipendentemente dalle disposizioni recate dall'articolo 39 e dai commi contenuti nell’articolo 38 del DPR 600/1973, può sempre determinare sinteticamente il reddito complessivo del contribuente sulla base delle spese di qualsiasi genere sostenute nel corso del periodo d'imposta, salva la prova che il relativo finanziamento è avvenuto con redditi diversi da quelli posseduti nello stesso periodo d'imposta, o con redditi esenti o soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta o, comunque, legalmente esclusi dalla formazione della base imponibile.

La CTR aveva respinto l’appello dell’Ag