L’importanza della delega alla sottoscrizione degli atti di accertamento

di Francesco Buetto

Pubblicato il 18 gennaio 2013

la Corte di Cassazione è recentemente tornata a decidere sulla delega di firma relativa agli atti di accertamento. Ecco l'interpretazione aggiornata della Suprema Corte sulla delega di firma e sull'obbligo di depositare tale delega in fase contenziosa

Con ordinanza n.19739 del 13 novembre 2012 la Corte di Cassazione torna ad affrontare la questione della delega di firma.

 

Il fatto

La CTR ha rigettato l’appello dell’Agenzia, proposto contro la sentenza della CTP che aveva accolto il ricorso ed ha così confermato l’annullamento dell’avviso di accertamento, poiché non recante valida sottoscrizione ai sensi dell’art. 42 del DPR n. 600/1973.

La predetta CTR ha motivato la decisione ritenendo che – non risultando prodotta nel giudizio di primo grado la delega a favore del funzionario che aveva sottoscritto il provvedimento impositivo e non potendo essa essere prodotta nel giudizio di appello per il divieto dell’art. 345 c.p.c. – a nulla poteva rilevare che l’Agenzia appellante avesse chiesto di produrre nel grado di appello la delega conferita dal direttore dell’ufficio al menzionato funzionario.

 

Le doglienze delle Entrate

L’A.F. si duole – da un canto – del fatto che il giudicante abbia ritenuto fondata l’eccezione di nullità, per quanto l’atto fosse sottoscritto “da parte di funzionario dell’area controllo dell’ufficio” (con sottoscrizione apposta “per il direttore ed in virtù di apposita delega conferita dal direttore dell’Ufficio a detto funzionario, in riferimento dell’esercizio delle funzioni attribuite a quest’ultimo”) sicché la nullità non si sarebbe potuta pronunciare in applicazione dell’art. 42 che la commina solo per l’ipotesi in cui fatto non sia sottoscritto. D’altra parte eccepisce l’applicazione al processo tributario della disposizione prevista nell’art. 345 del codice civile, per quanto questa sia derogata dalla speciale previsione del menzionato art. 58 che consente alle parti la produzione in appello dei documenti che abbiano mera funzione di supporto probatorio alle pretese già svolte nel precedente grado.

 

La sentenza

Per la Corte, da un canto, la pronuncia del giudicante (per implicito concludente circa la nullità del provvedimento non sottoscritto dal capo dell’ufficio o da altro funzionario specificamente delegato) è conforme alla giurisprudenza ripetuta di questa Corte (Cass. Sez. 5, Sentenza n. 14626 del 10/11/2000; Cass. Sez. 5, Sentenza n. 14195 del 27/10/2000), senza che si ravvisino ragioni per mutare detto orientamento, giurisprudenza secondo la quale: “L’avviso di accertamento è nullo, ai sensi dell’art. 42 del d.P.R. 29 settembre 1973 n. 600, se non reca la sottoscrizione del capo dell’ufficio o di altro impiegato della carriera direttiva da lui delegato. Se la sottoscrizione non è quella del capo dell’ufficio titolare ma di un funzionario, quale il direttore tributario, di nona qualifica funzionale, incombe all’Amministrazione dimostrare, in caso di contestazione, l’esercizio del potere sostitutivo da parte del sottoscri