I requisiti di fallibilità e chiarimenti dei giudici

di Sandro Cerato - Il Caso del Giorno

Pubblicato il 11 gennaio 2013

per essere considerata fallibile un'impresa deve possedere determinati requisiti che nascono dalla contabilità: ecco come i giudici leggono i dati contabili

L’art. 1 della novellata Legge Fallimentare dispone che non sono soggetti alle disposizioni sul fallimento e sul concordato preventivo gli imprenditori commerciali individuali o collettivi (società, associazioni, fondazioni, consorzi, associazioni sportive ecc.) che sono in grado di dimostrare il possesso congiunto dei seguenti requisiti:

  • aver avuto, nei tre esercizi antecedenti la data di deposito della istanza di fallimento o dall'inizio dell'attività se di durata inferiore, un attivo patrimoniale di ammontare complessivo annuo non superiore ad euro 300.000;

  • aver realizzato, in qualunque modo risulti, nei tre esercizi antecedenti la data di deposito dell'istanza di fallimento o dall'inizio dell'attività se di durata inferiore, ricavi lordi per un ammontare complessivo annuo non superiore ad euro 200.000;

  • avere un ammontare di debiti anche non scaduti non superiore ad euro 500.000.

I predetti requisiti sono tra di loro alternativi sicché il debitore per evitare il fallimento deve provare l’ insussistenza di tutti i tre parametri fissa