Socio di società di persone che recede dalla società: a partire da quando non è più responsabile per i debiti della società?

di Cinzia Bondì

Pubblicato il 1 dicembre 2012

spesso ci viene richiesto dai nostri affezionati utenti: fino a quale momento risulta illimitatamente responsabile per i debiti sociali il socio illimitatamente responsabile che recede da una società di persone?

Con ordinanza del 3 agosto 2012, n. 14002, la Corte di Cassazione ha riaffermato, con riferimento ad un società in accomandita semplice, il seguente principio di diritto "la perdita della qualità di socio nella società di persone (in conseguenza di recesso, esclusione, cessione della partecipazione) integrando modificazione dell’atto costitutivo della società (cfr. per la società in nome collettivo: art. 2295 c.c.), è soggetta ad iscrizione nel registro delle imprese a pena di inopponibilità ai terzi, a meno che si provi che questi ne fossero a conoscenza (art. 2300 c.c.)”.

 

Il ricorso

L’Agenzia delle entrate ricorreva per cassazione avverso la sentenza della CTR della Campania, che aveva accolto l’impugnazione del Curatore del fallimento di una società di persone avverso una cartella di pagamento per IVA, interessi ed accessori, per gli anni 1989-1992, relativa all’attività svolta dalla società ed emessa nei confronti di un socio accomandatario e coobbligato di tale Società (poi dichiarata fallita). La decisione impugnata confermava la sentenza del giudice di prime cure asserendo che “a norma dell’art. 2382 c.c., il contribuente, a seguito del suo personale fallimento, era automaticamente decaduto dall’incarico ricoperto in ambito societario, circostanza che precludeva la nascita di alcun obbligo a suo carico”.

In particolare, l’Amministrazione finanziaria denunciava violazione e falsa applicazione dell’art. 2313 c.c., anche in relazione agli artt. 2288, 2290 e 2300 in riferimento all’art. 360, 1° c., n. 3 c.p.c.,e sottoponeva alla Corte il seguente quesito “dica la Suprema Corte se l’art. 2313 c.c. che prevede la responsabilità illimitata e solidale del socio accomandatario per le obbligazioni sociali, possa applicarsi anche nell’ipotesi in cui si sia verificata una causa di esclusione di diritto ex art. 2288 c.c., allorché lo scioglimento del rapporto associativo non sia in concreto verificato (per avere il socio continuato ad operare nella qualità di amministratore) e lo stesso non sia stato, comunque, portato a conoscenza dei te