L’imposta sostitutiva sul TFR: come funziona, come si calcola, come si registra

di Celeste Vivenzi

Pubblicato il 4 dicembre 2012

in vista della scadenza del 17 dicembre, un ripasso del calcolo e della contabilizzazione (con esempi pratici di scritture) dell'imposta sostitutiva sul TFR maturato dai dipendenti

La normativa in materia di tassazione del Trattamento di fine rapporto ne prevede la scomposizione in due entità economiche di natura diversa:

  • la prima di natura finanziaria caratterizzata da una rivalutazione come previsto dall'art. 2120 del codice civile;

  • la seconda invece, pari al trattamento depurato dall'imposta sostitutiva, costituisce la vera e propria quota di Tfr da elargire al lavoratore.

Il trattamento di fine rapporto è riconducibile alla categoria dei redditi di lavoro dipendente (articolo 49 del Tuir) in quanto somma derivante da rapporti aventi per oggetto una prestazione di lavoro, con qualsiasi qualifica, alle dipendenze e sotto la direzione di altri. La tassazione del Tfr ha luogo nel periodo d’imposta in cui esso viene percepito, conformemente al principio di cassa vigente per i suddetti redditi.

Le somme sono solitamente di importo consistente, maturate nel corso di più anni e il legislatore fiscale ha ritenuto opportuno escludere questi redditi dalla formazione del reddito complessivo dell’anno di percezione (non si applica la tassazione progressiva ma la più favorevole modalità della tassazione separata (articolo 17, comma 1, lettera a del Tuir).

Il decreto legislativo 47/2000 e il successivo decreto correttivo 168/2001 hanno introdotto,a decorrere dal 1° gennaio 2001, una riforma della disciplina fiscale del trattamento di fine rapporto che prevede distinte modalità di tassazione per le quote del Tfr e per le rivalutazioni del trattamento medesimo.

La rivalutazione del Tfr ai fini fiscali non è equiparata alla quota di trattamento di fine rapporto e quindi assoggetta a tassazione separata, ma viene trattata come un reddito di capitale e assoggettata ad una apposita aliquota sostitutiva.

 

L’articolo 11 del citato decreto n. 47 del 2000 prevede infatti per le rivalutazioni del Tfr, l’istituzione di una imposta sostitutiva del’11 per cento, che deve essere prelevata dal sostituto d’imposta e versata in acconto e a saldo. L’acconto va calcolato sul 90% delle rivalutazioni maturate nell’anno solare precedente (tenendo conto, perciò, anche delle rivalutazioni relative a Tfr erogati nel corso di que