L'esordio dell'IVA per cassa

A seguito delle modifiche apportate dall’art. art. 32-bis, DL n. 83/2012, c.d. “Decreto Crescita” – la liquidazione dell’IVA per cassa è ora riconosciuta per tutti quei soggetti passivi IVA che, nell’anno solare precedente, hanno realizzato (o in caso di inizio di attività, prevedono di realizzare) un volume d’affari annuo non superiore ad € 2.000.000: è stata, pertanto, ampliata la platea dei soggetti interessati dalla disciplina in commento, posto che il regime previgente prevedeva un limite di volume d’affari molto inferiore (€ 200.000). Relativamente al limite massimo di volume d’affari, pari a € 2.000.000, si rammenta che nel computo di detto limite devono essere considerate tanto le operazioni assoggettate al regime dell’IVA per cassa, quanto le operazioni escluse da tale regime: si tratta, ad esempio, delle operazioni soggette al meccanismo di “reverse charge”.
Per i soggetti che aderiscono al regime opzionale in commento, l’Iva diviene esigibile al momento del pagamento dei relativi corrispettivi, ovvero, in ogni caso, trascorso un anno dal momento di effettuazione dell’operazione: quest’ultimo limite temporale non si applica qualora il cessionario o committente, prima del decorso dell’anno, è stato assoggettato a procedure concorsuali. Parimenti, l’imposta relativa agli acquisti effettuati diviene detraibile al momento del pagamento dei relativi corrispettivi e comunque decorso un anno dal momento in cui l’operazione si considera effettuata. Nulla cambia, invece, per il cessionario/ committente, il quale potrà portare in detrazione l’Iva afferente l’acquisto – effettuato da un soggetto che ha optato al regime in commento – a prescindere dalla data del pagamento.
Le disposizioni attuative del nuovo regime di IVA per cassa sono contenute nel DM 11.10.2012 che ha fissato, peraltro, al 1 dicembre 2012, la data di entrata in vigore delle disposizioni in parola: dalla suddetta data è abrogato, pertanto, l’attuale regime dell’IVA per cassa, di cui all’art. 7 del DL 29.11.2008 n. 185 convertito nella L. 28.1.2009 n. 2 e al DM 26.3.2009.
Con l’emanazione del Provvedimento direttoriale dell’Agenzia delle Entrate n. 165764 del 21.11.2012 – contenente le regole per l’opzione del nuovo regime della liquidazione IVA “per cassa” – e della Circolare ministeriale n. 44 del 26 novembre 2012 – può definirsi completato il quadro normativo di riferimento della nuova Iva per cassa chiamata, anche, “cash accounting”.
Nei citati provvedimenti di prassi, viene precisato che l’opzione per il nuovo “Regime di IVA per cassa” deve essere manifestata dal contribuente con le consuete modalità previste dal DPR n. 442/97 ovvero:

deve essere desumibile dal comportamento concludente del contribuente;

deve essere resa nota nella “prima” dichiarazione annuale IVA da presentare successivamente alla scelta effettuata, con la conseguenza che nessun modello ad hoc deve essere presentato da parte del soggetto passivo IVA che intende aderire al regime opzionale in commento.

Limitatamente al 2012 – primo anno di applicazione del regime IVA in esame – l’opzione deve essere comunicata con il modello IVA 2013 (quadro VO), relativo al 2012, che dovrà essere trasmesso in un termine compreso tra le seguenti date:

28 febbraio 2013, con esonero della presentazione della comunicazione annuale dati IVA e

30 settembre 2013, qualora il contribuente decidesse di optare per la presentazione contestuale con la dichiarazione dei redditi (UNICO 2013).

Al contrario, invece, i soggetti passivi che intendono optare per il regime di IVA per cassa a partire dal 1° gennaio 2013, dovranno confermare tale scelta nel modello IVA 2014, per l’anno 2013. …

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