Azioni risarcitorie contro i dipendenti dell’Amministrazione finanziaria in caso di rifiuto di concessione dell’autotutela per atti illegittimi

L’Amministrazione finanziaria è tenuta a risarcire i danni subiti dal contribuente qualora abbia agito in violazione delle regole di imparzialità, correttezza e buona amministrazione che costituiscono il limite esterno alla sua azione. Con sentenza 20 aprile 2012, n. 6283, la Corte di Cassazione, ribadisce un consolidato orientamento teso a censurare il comportamento doloso o colposo dei dipendenti degli uffici dell’Amministrazione finanziaria, che ostinandosi a non revocare atti o provvedimenti illegittimi abbiano determinato la violazione di un diritto soggettivo.

 

Autotutela tributaria

La disposizione normativa di riferimento riguardante il potere di autotutela da parte degli uffici dell’Amministrazione finanziaria risiede nell’articolo 2-quater del decreto legge 30 settembre 1994, n. 564, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 novembre 1994, n. 656 “Disposizioni urgenti in materia fiscale”. Successivamente con decreto ministeriale 11 febbraio 1997, n. 37 è stato adottato il regolamento attuativo del’esercizio del potere di autotutela da parte degli organi dell’Amministrazione Finanziaria.

In sostanza, se l’Amministrazione prende atto di aver commesso un errore può annullare il proprio operato e correggere l’errore senza necessità di attendere la decisione di un giudice: questo potere di autocorrezione si chiama “autotutela”.

La competenza ad effettuare la correzione è generalmente dello stesso Ufficio che ha emanato l’atto. Un atto illegittimo può essere annullato “d’ufficio”, in via del tutto autonoma, oppure su richiesta del contribuente.

Questi, può trasmettere all’ufficio competente una semplice domanda in carta libera contenente un’esposizione sintetica dei fatti e corredata dalla documentazione idonea a dimostrare le tesi sostenute. Nella domanda occorre riportare:

  1. l’atto di cui si chiede l’annullamento;

  2. i motivi che fanno ritenere tale atto illegittimo e, di conseguenza, annullabile in tutto o in parte.

I casi più frequenti di autotutela si hanno quando l’illegittimità deriva da:

  • errore di persona;

  • evidente errore logico o di calcolo;

  • errore sul presupposto dell’imposta;

  • doppia imposizione;

  • mancata considerazione di pagamenti regolarmente eseguiti;

  • mancanza di documentazione successivamente presentata (non oltre i termini di decadenza);

  • sussistenza dei requisiti per fruire di deduzioni, detrazioni o regimi agevolativi, precedentemente negati;

  • errore materiale del contribuente, facilmente riconoscibile dall’Amministrazione.

L’annullamento dell’atto illegittimo può essere effettuato anche se:

  • il giudizio è ancora pendente;

  • l’atto è divenuto ormai definitivo per decorso dei termini per ricorrere;

  • il contribuente ha presentato ricorso e questo è stato respinto per motivi formali (inammissibilità, improcedibilità, irricevibilità) con sentenza passata in giudicato.

L’annullamento dell’atto illegittimo comporta automaticamente la rimozione degli atti ad esso consequenziali (ad esempio, il ritiro di un avviso di accertamento infondato comporta l’annullamento della conseguente iscrizione a ruolo e delle relative cartelle di pagamento) e l’obbligo di restituzione delle somme riscosse sulla base degli atti annullati.

Poiché l’autotutela è per l’Amministrazione una facoltà discrezionale, la presentazione di un’istanza non sospende i termini per la presentazione del ricorso al giudice tributario. Pertanto, è necessario prestare attenzione a non far trascorrere inutilmente tali termini.

 

Orientamenti giurisprudenziali

Corte di Cassazione, sent. N. 6283/2012

Svolgimento del processo

Un contribuente aveva domandato i danni causati dall’operato della pubblica amministrazione che, prima aveva richiesto un tributo non dovuto e poi aveva provveduto con ritardo allo sgravio. L’eccezione, accolta dai Giudici di primo grado, è stata respinta dal Tribunale competente, secondo cui la responsabilità della pubblica…

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