La notificazione affidata all'agenzia privata è giuridicamente inesistente

La L. 890/1982 riserva all’amministrazione postale tutti gli adempimenti del procedimento di notificazione, dall’accettazione (art. 3), al recapito (artt. 7 e 8), alla spedizione, infine, dell’avviso di ricevimento del piego raccomandato che, “munito del bollo dell’ufficio postale recante la data dello stesso giorno della consegna, costituisce prova della eseguita notificazione“.

Le complesse formalità previste dalla l. 890/1982, finalizzate insieme a garantire il risultato del ricevimento dell’atto da parte del destinatario e ad attribuire certezza all’esito in ogni caso del procedimento di notificazione, costituiscano una attribuzione esclusiva degli uffici postali e degli agenti e impiegati addetti, con connotati di specialità essenzialmente estranei a quei servizi postali di accettazione e recapito per espresso di corrispondenza che il direttore provinciale delle poste ha facoltà di dare in concessione secondo la previsione del citato art. 29 del D.P.R. 156/1973 ad agenzie private alle quali gli artt. 129 e 138 del relativo regolamento attribuiscono le denominazioni rispettivamente di “Agenzia privata autorizzata alla accettazione e al recapito degli espressi in loco” e “Agenzia per il recapito degli espressi postali“.

Con la conseguenza necessitata che la notificazione affidata all’agenzia privata concessionaria a norma dell’art. 29 codice postale ed eseguita dai dipendenti della stessa agenzia (suoi fattorini, così definiti dall’art. 131 del regolamento) si deve considerare giuridicamente inesistente.

Le particolarità della notifica a mezzo posta sono state, non a caso, confermate dal D.lgs. 261/1999 che, pur liberalizzando i servizi postali in attuazione della direttiva 97/67/CE (concernente regole comuni per lo sviluppo del mercato interno dei servizi postali comunitari e per il miglioramento della qualità del servizio), all’art. 4, c. 5, ha continuato a riservare in via esclusiva “al fornitore del servizio universale“, ovverosia all’organismo che fornisce l’intero servizio postale universale su tutto il territorio nazionale (id est all’Ente Poste), “gli invii raccomandati attinenti alle procedure amministrative e giudiziarie“.Con il II D.Lgs n. 261 del 22 luglio 1999, il legislatore italiano ha introdotto nel nostro ordinamento, in attuazione della direttiva n. 97/67/Ce, la disciplina di liberalizzazione dei servizi postali (concernente regole comuni per losviluppo del mercato interno dei servizi postali comunitari e per il miglioramento della qualità del servizio). In particolare, in base all’art. 23 “… il servizio universale è affidato alla societa Poste italiane per un periodo di quindici anni a partire dall’entrata in vigore del presente decreto” (6 agosto 1999).

L’art. 4, c. 5 , riserva, poi, in via esclusiva al c.d. fornitore del servizio universale, ovverosia all’organismo che fornisce l’intero servizio postale universale su tutto il territorio nazionale (ente Poste), gli invii raccomandati attinenti alle procedure amministrative e giudiziari.

Non è valida, certa e certificata la spedizione a mezzo servizio poste private degli atti attinenti alle procedure amministrative e giudiziarie e ciò in virtù delle disposizioni dettate dall’art. 4 c. 5 del D.Lgs. 22 luglio 1999 n. 261 sulle regole comuni per lo sviluppo del mercato interno dei servizi postali comunitari.

Secondo le definizioni della fornitura dei servizi postali (cfr art. 1, c. 2, p.o 1 del D.lgs. n 261/1999) l’invio raccomandato è il servizio che consiste nel garantire contro i rischi di smarrimento, furto o danneggiamento e che fornisce al mittente una prova dell’avvenuto deposito dell’invio postale e, a sua richiesta, della consegna al destinatario.

Gli invii raccomandati attinenti alle procedure amministrative e giudiziarie (cfr art. 4 c. 5 D.Lgs. 261/99) sono riservati al servizio universale ed in Italia solo la società Poste Italiane S.p.A. è fornitore del servizio universale che assicura le prestazioni in tutti i punti del…

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