La donazione di una somma da parte della madre vale solo se è atto pubblico, altrimenti non basta per contrastare l’accertamento sintetico

di Francesco Buetto

Pubblicato il 19 novembre 2012

in caso di accertamento sintetico il contribuente, per dimostrare che ha ricevuto fondi per donazione, deve esibire documentazione probante di aver ricevuto i soldi da terzi

Con ordinanza n. 14896 del 5 settembre 2012 la Corte di Cassazione torna ad affrontare la questione accertamento sintetico.

 

Il processo

Il contribuente propone ricorso per cassazione avverso la sentenza della CTR della Campania n. 19/50/10, depositata l’1 febbraio 2010, con la quale - rigettato l’appello principale della medesima e sostanzialmente accolto l’altro incidentale dell’Agenzia delle Entrate contro la decisione di quella provinciale -, veniva respinta l’opposizione avverso l’avviso di accertamento emesso. In particolare, il giudice di secondo grado osservava che “l’acquisto di un grosso immobile costituiva incremento di reddito, mentre la donazione di una consistente somma da parte della madre, peraltro nulla perché non compiuta con atto pubblico, non era nemmeno documentata; inoltre la cessione di un ramo d’azienda era avvenuta in epoca molto successiva all’acquisto in argomento”.

 

La sentenza

La Corte ha confermato che “in tema di accertamento delle imposte sui redditi, il metodo disciplinato dall’art. 38, quarto comma, del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600 – come via via modificato – consente, a fronte di circostanze ed elementi certi, che evidenzino un reddito complessivo superiore a quello dichiarato o ricostruibile su base analitica, la determinazione del maggior imponibile in modo sintetico, in relazione aI contenuto induttivo di tali circostanze ed elementi. Pertanto, la norma esige dati certi con riguardo alla esistenza del maggiore reddito imponibile e, in presenza di dati siffatti, richiede la individuazione dell’entità del reddito stesso con parametri indiziari, in via di deduzione logica del fatto taciuto dal dichiarante da quello noto, secondo i comuni canoni di regolarità causale. Ne consegue che, in presenza di dati certi ed incontestati, non è consentito pretendere una motivazione specifica dei criteri in concreto adottati per pervenire alle poste di reddito fissate in via sintetica nel cosiddetto redditometro, in quanto esse, proprio per fondarsi su parametri fissati in via generale, si sottraggono all’obbligo di motivazione, secondo il principio stabilito dall’ art. 3 secondo comma, della legge 1 agosto 1990, n. 241 (Cfr. anche Cass. Sentenze n. 327 del 11/01/2006, n. 10350 del 2003)” .

 

Brevi considerazioni

Lo strumento dell’accertamento sintetico misura la capacità contributiva del soggetto sottoposto a controllo e permette all’ufficio finanziario, in base ad elementi e circostanze di fatto certi, di determ