L’ammortamento dei diritti di utilizzazione dei programmi televisivi

di Giovanni Mocci

Pubblicato il 6 ottobre 2012

analisi delle principali problematiche contabili e dei loro riflessi fiscali, sulla corretta imputazione in contabilità dei diritti di utilizzazione delle opere dell'ingegno soggette a passaggio televisivo

Talune pronunce dell'Amministrazione finanziaria relative all’ammortamento dei beni immateriali aquisiti in concessione possono offrire lo spunto per sviluppare alcune considerazioni in ordine al trattamento civilistico e fiscale degli investimenti realizzati nelle opere televisive, con specifico riferimento alla natura giuridica di tali investimenti.

 

I diritti di utilizzazione dei programmi televisivi sono sia quelli concepibili astrattamente come creazione della mente dell'autore, sia quelli che, pur non rientrando nella categoria dei beni giuridici immateriali tutelati ai sensi della legge 633/1941, costituiscono beni di contenuto economico patrimoniale riconosciuto meritevole di protezione giuridica.

Ciò stante, sul piano della rilevanza fiscale delle quote di ammortamento, occorre fare riferimento all'art.103 del DPR 917/86 laddove è previsto, al comma 1, che le quote stesse siano deducibili in misura non superiore al 50% del costo. Il comma 2 del citato art.103 ha carattere esplicativo e dispone che, per i diritti acquisiti in concessione, le quote di ammortamento sono deducibili in misura corrispondente alla durata della concessione.

 

In relazione all’esatta portata del comma 2 dell’art.103 del DPR 917/86, particolari incertezze ha suscitato nell’ambito degli operatori la Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n.35/E del 13 febbraio 2003 con la quale l’Amministrazione finanziaria ha affermato testualmente che «dal punt