Beni aziendali in uso ai soci e familiari: attenzione al ricalcolo degli acconti

E’ stato nuovamente prorogato il termine per l’invio della prima comunicazione dei beni ai soci relativamente al periodo 2011 (Direttore dell’Agenzia delle entrate, prima con Provvedimento del 13 marzo 2012 e poi con provvedimento del 17 settembre 2012).

La comunicazione all’Amministrazione finanziaria andrà effettuata entro:

Il 2 aprile 2013 per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 17 settembre 2011;

– non oltre il 31 marzo dell’anno seguente, per gli esercizi successivi.

 

Obbligo di procedere a rideterminare l’acconto

Le nuove disposizioni sulla messa a disposizione dei beni ai soci si applicano, per la maggior parte dei casi, dal 2012 (in particolare, decorrono dal periodo d’imposta successivo a quello di entrata in vigore della Legge n. 148/2011, quindi dal 2012, per la maggior parte dei contribuenti aventi il periodo d’imposta coincidente con l’anno solare).

Tuttavia, esiste l’obbligo di rideterminazione dell’acconto secondo le nuove disposizioni, così che i contribuenti sono tenuti a determinare l’acconto 2012 sulla base del risultato storico 2011, rettificato in base alle nuove disposizioni.

Sul punto, l’Agenzia delle entrate ha precisato che l’obbligo di rideterminazione

dell’acconto vale sia per il soggetto concedente sia per l’utilizzatore finale del bene.

Un’importante apertura si è avuta in tema di sanzionabilità degli errati comportamenti.

Così come previsto per le società di comodo (circolare dell’Agenzia delle entrate n. 23/E/2012), considerata la complessità dell’applicazione della norma, è stato precisato che il contribuente che non abbia applicato correttamente il ricalcolo in sede di versamento del primo acconto, potrà sanare l’eventuale omesso versamento in sede di secondo acconto, maggiorando l’importo non versato dei soli interessi conteggiati al saggio del 4%, senza l’applicazione di alcuna sanzione ordinariamente prevista per i ritardati pagamenti.

 

Invio della comunicazione

Sulla base dell’art. 2 del D.L. 138/2011, l’impresa concedente (o il socio o il familiare dell’imprenditore) dovrà comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati relativi ai beni concessi in godimento.

In caso di omissione ovvero errata trasmissione della comunicazione, è dovuta in solido tra società/imprenditore e socio/familiare una sanzione amministrativa pari al 30% della differenza, tra valore di mercato e corrispettivo pagato a fronte dell’utilizzo del bene.

Le modalità ed i termini dell’invio erano subordinati all’emanazione di un apposito provvedimento attuativo, che è stato pubblicato dal Direttore dell’Agenzia delle entrate il 16 novembre 2011.

In seguito, lo stesso Direttore dell’Agenzia delle entrate, con Provvedimento, ha prorogato al 15 ottobre 2012 il termine per l’invio della prima comunicazione dei beni ai soci relativamente al periodo 2011. Infine, il termine è stato ulteriormente spostato al 02 aprile 2012.

 

Beni aziendali utilizzati dai soci e dai familiari

Come è noto, il Legislatore ha introdotto delle disposizioni volte a contrastare il fenomeno della concessione in godimento di beni relativi all’impresa a soci o familiari dell’imprenditore per fini privati.

Sull’argomento è intervenuta l’Agenzia delle Entrate (circolari nn. 24/E e 25/E del 2012) che ha fornito i primi chiarimenti sulle novità.

 

Tassato l’utilizzatore del bene

Con l’aggiunta della lett. h-ter), al comma 1, dell’art. 67 del TUIR (D.P.R. N. 917/1986), costituisce reddito diverso “la differenza tra il valore di mercato e il corrispettivo annuo per la concessione in godimento di beni dell’impresa a soci o familiari dell’imprenditore”.

Riguardo alla decorrenza delle nuove disposizioni il comma 36-duodevicies, dell’art. 2 del D.L. n. 138/2011, ne prevede l’applicazione a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore della Legge di conversione del D.L. 138/2011; quindi dal 2012, per la maggior parte dei contribuenti aventi periodo d’imposta coincidente con l’anno…

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