Beni aziendali in uso ai soci e familiari: attenzione al ricalcolo degli acconti

di Vincenzo D'Andò

Pubblicato il 22 ottobre 2012

anche se è stato prorogato il termine per l’invio della prima comunicazione dei beni aziendali ai soci, sussiste l'obbligo di rideterminazione dell'acconto delle imposte sui redditi dovute in previsione della nuova normativa fiscale sui "beni ai soci"

E’ stato nuovamente prorogato il termine per l’invio della prima comunicazione dei beni ai soci relativamente al periodo 2011 (Direttore dell’Agenzia delle entrate, prima con Provvedimento del 13 marzo 2012 e poi con provvedimento del 17 settembre 2012).

La comunicazione all’Amministrazione finanziaria andrà effettuata entro:

Il 2 aprile 2013 per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 17 settembre 2011;

- non oltre il 31 marzo dell’anno seguente, per gli esercizi successivi.

 

Obbligo di procedere a rideterminare l’acconto

Le nuove disposizioni sulla messa a disposizione dei beni ai soci si applicano, per la maggior parte dei casi, dal 2012 (in particolare, decorrono dal periodo d’imposta successivo a quello di entrata in vigore della Legge n. 148/2011, quindi dal 2012, per la maggior parte dei contribuenti aventi il periodo d’imposta coincidente con l’anno solare).

Tuttavia, esiste l’obbligo di rideterminazione dell’acconto secondo le nuove disposizioni, così che i contribuenti sono tenuti a determinare l’acconto 2012 sulla base del risultato storico 2011, rettificato in base alle nuove disposizioni.

Sul punto, l’Agenzia delle entrate ha precisato che l’obbligo di rideterminazione

dell’acconto vale sia per il soggetto concedente sia per l’utilizzatore finale del bene.

Un’importante apertura si è avuta in tema di sanzionabilità degli errati comportamenti.

Così come previsto per le società di comodo (circolare dell’Agenzia delle entrate n. 23/E/2012), considerata la complessità dell’applicazione della norma, è stato precisato che il contribuente che non abbia applicato correttamente il ricalcolo in sede di versamento del primo acconto, potrà sanare l’eventuale omesso versamento in sede di secondo acconto, maggiorando l’importo non versato dei soli interessi conteggiati al saggio del 4%, senza l’applicazione di alcuna sanzione ordinariamente prevista per i ritardati pagamenti.

 

Invio della comunicazione

Sulla base dell’art. 2 del D.L. 138/2011, l’impresa concedente (o il socio o il familiare dell’imprenditore) dovrà comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati relativi ai beni concessi in godimento.

In caso di omissione ovvero errata trasmissione della comunicazione, è dovuta in solido tra società/imprenditore e