Professionisti ed indagini finanziarie

di Gianfranco Antico

Pubblicato il 9 giugno 2012



un ripasso della normativa odierna che presiede alle indagini finanziarie (sempre più strumento principe della lotta all'evasione fiscale) contro i liberi professionisti

Sulla scorta delle linee direttive già contenute nelle circolari n. 13/E del 2009, n. 20/E del 2010, e n. 21/2011, il documento di prassi appena pubblicato – C.M. n.181/E del 31 maggio 2012 – che fornisce le direttive agli uffici per l’attività di controllo per il corrente anno, evidenzia che una quota di controlli deve essere riservata al comparto degli esercenti arti e professioni, privilegiando – ricorrendone i presupposti – le indagini finanziarie quale modalità istruttoria e utilizzando, per la selezione delle posizioni a maggior rischio, anche gli elenchi d’ausilio forniti centralmente.

La citata circolare n. 13/2009 segnalava che “atteso che l’esercizio di attività artistico-professionali avviene, assai di frequente, in assenza di una vera e propria struttura produttiva … i controlli in parola, previa selezione basata sui criteri di rischio di cui si è finora ampiamente detto, non vanno di norma considerati nell’ambito del piano delle attività istruttorie esterne, privilegiando invece, ricorrendone i presupposti, il ricorso allo strumento dell’indagine finanziaria che appare il più idoneo a ricostruire in via presuntiva, con alto grado di attendibilità, l’effettiva dimensione dei compensi conseguiti”.

La C.M. n. 18/2012 ribadisce che, “ai fini dell’esecuzione dei controlli va sempre più privilegiato l’utilizzo delle indagini sui rapporti finanziari, con particolare riguardo ai conti correnti bancari, le cui movimentazioni consentono la ricostruzione presuntiva dell’effettivo volume degli affari conseguito dai contribuenti in parola e l’auspicata individuazione delle omesse contabilizzazioni di ricavi e compensi. Il ricorso al detto strumento istruttorio, ricorrendone i presupposti, deve in specie avvenire nei controlli riguardanti gli esercenti arti e professioni…”.

In pratica - correttamente e legittimamente - l’indagine finanziaria viene pesata per quella che è: un atto istruttorio rimesso alla valutazione degli uffici.

Atteso ciò, analizziamo quali sono i poteri istruttori in capo agli uffici e in particolare quelli previsti per eseguire le indagini finanziarie, per fornire un quadro d’insieme al Lettore.

Scarica il documento