Operazioni soggette al rilascio delle scontrino fiscale: modalità di certificazione dei corrispettivi

una guida alla corretta gestione dei misuratori fiscali ed al rilascio degli scontrini fiscali; trattiamo anche i casi particolari di acquisti da parte di operatori economici comunitari ed extracomunitari

Come noto, in base al disposto dell’art.1 c. 1, della Legge 26 gennaio 1983, n. 18, sono assoggettate all’obbligo del rilascio dello scontrino fiscale le cessioni di beni effettuate in locali aperti al pubblico o in spacci interni, per le quali non è obbligatoria l’emissione della fattura.

 

Dal punto di vista soggettivo, sono obbligati al rilascio dello scontrino fiscale i commercianti al minuto, nonché gli artigiani relativamente alle vendite dei beni di loro produzione effettuate in locali anche parzialmente adibiti alla normale attività di vendita al pubblico ovvero nello stesso laboratorio di produzione. Naturalmente è esclusa dalla particolare disciplina l’attività di prestazione d’opera effettuata dagli artigiani medesimi.

 

Lo scontrino fiscale deve essere emesso utilizzando esclusivamente apparecchi misuratori fiscali di cui all’art. 2 del DM 23 marzo 1983 attuativo della citata Legge 17/1983 conformi ai modelli approvati a norma dello stesso decreto e muniti di bollo fiscale.

Gli apparecchi misuratori fiscali sono definiti nell’allegato A al decreto anzidetto, il quale stabilisce altresì le caratteristiche tecniche degli stessi, i contenuti e le modalità di svolgimento dell’esame cui gli apparecchi stessi devono essere sottoposti, nonché le condizioni necessarie per conseguire l’approvazione dei modelli.

 

Gli apparecchi misuratori fiscali devono dunque essere conformi alle prescrizioni contenute nel citato decreto ed in grado di consentire la stampa e l’emissione di uno scontrino fiscale, la stampa e l’emissione dello scontrino di chiusura giornaliera e la stampa, contestuale a quella dello scontrino, del cosiddetto “giornale di fondo”, vale a dire la copia contestuale ed automatica degli scontrini emessi secondo la loro naturale progressione.

 

Emissione della fattura

Su richiesta del cliente, prima dell’emissione dello scontrino (Cfr. l’art. 22, c. 1, del DPR 633/72) e, per le sole cessioni di beni, deve essere emessa fattura1, oltre allo scontrino che deve SEMPRE essere emesso. Resta invece inteso che, conformemente a quanto chiarito dall’Amministrazione finanziaria nella Circolare 4 aprile 1997, n. 97/E, ai fini della certificazione dei corrispettivi, per effetto del DPR 696/1996 sulle semplificazioni, è escluso l’obbligo di rilascio dello scontrino o della ricevuta fiscale solo nella ipotesi in cui per la stessa operazione venga rilasciata fattura ordinaria contestualmente alla consegna del bene.

Le fatture emesse devono essere evidenziate nel registro dei corrispettivi indicando, in apposita colonna, il numero della stessa (“dal numero … al numero”).

 

Scontrini fiscali errati

La procedura di emissione degli scontrini fiscali può dar luogo ad errori che, a seconda del momento in cui sono rilevati, richiedono differenti modalità di correzione:

nel caso di errore rilevato nel corso dello svolgersi dell’operazione di vendita, ma prima dell’emissione dello scontrino: il sistema gestionale dei misuratori generalmente dispongono di una procedura di correzione che interviene prima della registrazione nella memoria del misuratore fiscale, memoria che alimento poi il contenuto del citato “giornale di fondo”;

– nel caso di errore rilevato dopo l’emissione dello scontrino, che però è ancora disponibile: lo scontrino deve essere recuperato, annullato evidenziando sul medesimo l’errore commesso e conservato insieme allo scontrino di chiusura giornaliera da cui deve essere detratto ai fini della compilazione del registro dei corrispettivi.

– nel caso di errore rilevato dopo l’emissione dello scontrino e questo non è più disponibile, va da sé che lo scontrino non può essere annullato ma si deve tener conto dell’errore all’atto della compilazione del registro dei corrispettivi, comprendendo nel totale giornaliero l’importo effettivo, anziché quello errato. In tal caso, è necessario annotare sullo scontrino di chiusura giornaliera le circostanze che giustificano la correzione. L’annotazione,…

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