Operazioni soggette al rilascio delle scontrino fiscale: modalità di certificazione dei corrispettivi

di Giovanni Mocci

Pubblicato il 23 giugno 2012

una guida alla corretta gestione dei misuratori fiscali ed al rilascio degli scontrini fiscali; trattiamo anche i casi particolari di acquisti da parte di operatori economici comunitari ed extracomunitari

Come noto, in base al disposto dell’art.1 c. 1, della Legge 26 gennaio 1983, n. 18, sono assoggettate all'obbligo del rilascio dello scontrino fiscale le cessioni di beni effettuate in locali aperti al pubblico o in spacci interni, per le quali non è obbligatoria l'emissione della fattura.

 

Dal punto di vista soggettivo, sono obbligati al rilascio dello scontrino fiscale i commercianti al minuto, nonché gli artigiani relativamente alle vendite dei beni di loro produzione effettuate in locali anche parzialmente adibiti alla normale attività di vendita al pubblico ovvero nello stesso laboratorio di produzione. Naturalmente è esclusa dalla particolare disciplina l'attività di prestazione d'opera effettuata dagli artigiani medesimi.

 

Lo scontrino fiscale deve essere emesso utilizzando esclusivamente apparecchi misuratori fiscali di cui all'art. 2 del DM 23 marzo 1983 attuativo della citata Legge 17/1983 conformi ai modelli approvati a norma dello stesso decreto e muniti di bollo fiscale.

Gli apparecchi misuratori fiscali sono definiti nell'allegato A al decreto anzidetto, il quale stabilisce altresì le caratteristiche tecniche degli stessi, i contenuti e le modalità di svolgimento dell'esame cui gli apparecchi stessi devono essere sottoposti, nonché le condizioni necessarie per conseguire l'approvazione dei modelli.

 

Gli apparecchi misuratori fiscali devono dunque essere conformi alle prescrizioni contenute nel citato decreto ed in grado di consentire la stampa e l’emissione di uno scontrino fiscale, la stampa e l’emissione dello scontrino di chiusura giornaliera e la stampa, contestuale a quella dello scontrino, del cosiddetto “giornale di fondo”, vale a dire la copia contestuale ed automatica degli scontrini emessi secondo la loro naturale progressione.

 

Emissione della fattura

Su richiesta del cliente, prima dell’emissione dello scontrino (Cfr. l’art. 22, c. 1, del DPR 633/72) e, per le sole cessioni di beni, deve essere emessa fattura1, oltre allo scontrino che deve SEMPRE essere emesso. Resta invece inteso che, conformemente a quanto chiarito dall’Amministrazione finanziaria nella Circolare 4 aprile 1997, n. 97/E, ai fini della certificazione dei corrispettivi, per effetto del DPR 696/1996 sulle semplificazioni, è escluso l'obbligo di rilascio dello scontrino o della ricevuta fiscale solo nella ipotesi in cui per la stessa operazione venga rilasciata fattura ordinaria contestualmente alla consegna del bene.

Le fatture emesse devono essere evidenziate nel registro dei corrispettivi indicando, in apposita colonna, il numero della stessa (“dal numero ... al numero”).

 

Scontrini fiscali errati

La procedura di emissione degli scontrini fiscali può dar luogo ad errori che, a seconda del momento in cui sono rilevati, richiedono differenti modalità di correzione:

- nel caso di errore rilevato nel corso dello svolgersi dell’operazione di vendita, ma prima dell’emissione dello scontrino: il sistema gestionale dei misuratori generalmente dispongono di una procedura di correzione che interviene prima della registrazione nella memoria del misuratore fiscale, memoria che alimento poi il contenuto del citato “giornale di fondo”;

- nel caso di errore rilevato dopo l’emissione dello scontrino, che però è ancora disponibile: lo scontrino deve essere recuperato, annullato evidenziando sul medesimo l’errore commesso e conservato insieme allo scontrino di chiusura giornaliera da cui deve essere detratto ai fini della compilazione del registro dei corrispettivi.

- nel caso di errore rilevato dopo l’emissione dello scontrino e questo non è più disponibile, va da sé che lo scontrino non può essere annullato ma si deve tener conto dell’errore all’atto della compilazione del registro dei corrispettivi, comprendendo nel totale giornaliero l’importo effettivo, anziché quello errato. In tal caso, è necessario annotare sullo scontrino di chiusura giornaliera le circostanze che giustificano la correzione. L’annotazione, sottoscritta dal gerente del negozio, deve contenere i dati di riferimento dello scontrino errato (numero dello scontrino errato e l’importo errato) nonché l’importo esatto. Sul registro dei corrispettivi dovrà essere riportato l’importo risultante da: totale scontrino di chiusura giornaliero meno importo errato più importo esatto.

In ogni caso: la correzione dei corrispettivi della giornata deve comunque avvenire prima della trascrizione dell’importo totale nel registro dei corrispettivi.

Obblighi connessi con la tenuta del misuratore fiscale

La tenuta dell’apparecchio misuratore fiscale comporta i seguenti obblighi.

- Dichiarazione di messa in servizio.

Entro il giorno successivo a quello della messa in servizio dell’apparecchio misuratore fiscale, l’utente provvede a darne comunicazione al competente Ufficio dell’Agenzia delle Entrate mediante apposita dichiarazione.

La dichiarazione è redatta in duplice esemplare dell'Agenzia delle entrate mediante un' apposita dichiarazione conforme a quanto previsto dall’art.8 del D.M. 23 marzo 1983 nel testo modificato dal provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 28/07/2003. In esemplare è di spettanza dell’utente e contiene i dati identificativi dell’utente, la denominazione commerciale del modello, nonché il numero di matricola dell’apparecchio e l’ubicazione dell’esercizio in cui lo stesso è in servizio. Con le stesse modalità e le stesse indicazioni sono comunicate al predetto Ufficio le variazioni dei dati sopra elencati.

- Disinstallazione/defiscalizzazione

Prima della disinstallazione o cessione a terzi dell’apparecchio misuratore si deve eseguire la fotocopia del libretto di dotazione e una stampa delle registrazioni delle operazioni effettuate (sottoscritta dal tecnico incaricato).

L’utente deve, altresì, comunicare all’Agenzia delle Entrate, entro il giorno successivo, la disinstallazione o cessione dell’apparecchio (art. 7, D.M. 04/04/1990).

- Verificazione periodica

Ogni misuratore deve essere sottoposto ad una “verificazione periodica” atta a valutare la conformità fiscale del misuratore stesso ai requisiti prescritti.

La richiesta di verifica deve essere fatta dall’utente/utilizzatore a proprie spese rivolgendosi ad un centro assistenza autorizzato. L’attività di “verificazione periodica” è sganciata e distinta dagli interventi di manutenzione e riparazione (che possono essere effettuate da qualsiasi tecnico).

Per i misuratori nuovi: all’atto della “messa in servizio” (installazione). Per i misuratori fiscali “in servizio”: con cadenza massima annuale

Sul misuratore fiscale verrà attaccata una targhetta sulla quale verrà indicata la data della successiva scadenza e un riferimento a chi ha eseguito i test di controllo.

 

In linea generale, gli operatori in locali aperti al pubblico hanno inoltre i seguenti obblighi:

- non possono impiegare, né detenere, nel luogo di vendita diretta al pubblico misuratori non sottoposti a verifica entro il termine prescritto, privi di sigillo fiscale o di targhetta di verificazione fiscale dichiarata non utilizzabile;

- rispondono del corretto funzionamento degli strumenti, conservando ogni documento utile mantengono l’integrità dell’etichetta di verificazione periodica e del sigillo fiscale (tranne nel caso di manutenzione);

- non devono utilizzare strumenti difformi, difettosi o inaffidabili ai sensi delle norme vigenti in materia di misuratori fiscali

 

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