Perdite sistemiche delle società, interpello e coordinamento con il nuovo regime delle perdite fiscali

di Fabio Carrirolo

Pubblicato il 7 maggio 2012

il nuovo regime delle società di comodo, da applicare alle società in perdita fiscale per almeno 3 esercizi consecutivi, rischia di avere effetti fiscali particolarmente penalizzanti per i contribuenti in un momento di crisi economica generalizzata

Aspetti generali

Da quando è divenuto operante il regime fiscale speciale riservato alle società non operative, questa particolare tipologia di soggetti – caratterizzati solamente, rispetto alle altre società commerciali, da un basso rapporto percentuale tra gli asset detenuti e i ricavi prodotti – ha sempre avuto un trattamento sfavorevole sia sotto il profilo reddituale (obbligo di adeguamento al reddito minimo presunto) sia sotto quello dell’IVA (vincoli all’utilizzo del credito).

In epoca recente, poi, il particolare «sospetto» del legislatore verso gli indizi di indebito utilizzo degli schemi societari a fini di vantaggio fiscale ha determinato l’inclusione nel «box» delle società non operative anche delle società che manifestano perdite fiscali per più periodi di imposta. A tale riguardo, la modificazione delle regole di deducibilità delle perdite nel reddito di impresa sembra rendere opportuna una ricostruzione generale del sistema, a fini di coordinamento e per meglio comprendere come possano combinarsi le disposizioni relative a perdite e società non operative con le previsioni riguardanti l’interpello «disapplicativo», e quali siano la portata e gli effetti di quest’ultimo nel nuovo contesto normativo.

 

Le disposizioni di modifica del 2011 in materia di società di comodo

I commi da 36-quinquies a 36-duodecies dell'articolo 2 del D.L. 13.8.2011, n. 138, convertito dalla L. 14.9.2011, n. 148 (c.d. «manovra di ferragosto» 2011), recano norme in materia di società di comodo:

  • disponendo per tali soggetti una maggiorazione del 10,5% sull'IRES;

  • estendendo l'applicazione della maggiorazione alle società che presentano dichiarazioni in perdita fiscale per tre periodi d'imposta consecutivi.

Le nuove disposizioni, ai sensi del comma 36-novies dell’articolo, trovano applicazione a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore della legge di conversione del D.L. (cioè dal 2012).

Nella determinazione degli acconti dovuti per il periodo di imposta di prima applicazione deve assumersi, quale imposta del periodo precedente, quella che si sarebbe determinata applicando la nuova disciplina.

L'applicazione della normativa speciale in materia di società di comodo, nonché della maggiorazione IRES, è estesa – per effetto dei commi da 36-decies a 36-duodecies - alle società che presentano dichiarazioni in perdita fiscale per tre periodi di imposta consecutivi (a partire dal quarto periodo di imposta).

Ai sensi del comma 36-undecies, la condizione di società non operativa ricorre anche se per tre periodi di imposta consecutivi le società e gli enti si trovano per due periodi di imposta in perdita fiscale e in uno abbiano dichiarato un reddito inferiore all'ammontare determinato ai sensi dell'art. 30, terzo comma, della L. n. 724/1994 (c.d. reddito minimo presunto).

Anche queste previsioni si applicano con decorrenza dal periodo di imposta 2012, e nella determinazione degli acconti dovuti per il periodo di prima applicazione si assume quale imposta del periodo precedente quella che si sarebbe determinata applicando la nuova disciplina.

La risposta governativa all'interrogazione parlamentare 5-05309 ha confermato l'applicazione «immediata» delle novità, dal 2012 (verifica sul triennio 2009/10/11 – modello Unico 2013).

 

La nuova normativa sulle perdite

La disciplina delle società non operative, fortemente connotata da