Agevolazioni prima casa nei trasferimenti derivanti da successioni e donazioni

 
L’Agenzia delle Entrate, con la Risoluzione n. 40/E del 26 Aprile 2012, in risposta ad un interpello di un contribuente, ha chiarito che le agevolazioni che riguardano la prima casa con riferimento ai trasferimenti di immobili “non di lusso”, derivanti da successioni e donazioni, possono essere richieste, per conto dell’erede deceduto, prima di avere presentato la dichiarazione di successione, anche dal successivo chiamato all’eredità, a condizione che in capo a tale soggetto sussistevano, alla data di apertura della successione, i requisiti previsti per fruire del regime di favore.
 
Premessa
La risoluzione n. 40/E nasce dalla risposta ad un interpello posto da un contribuente che, dovendo presentare le dichiarazioni dei propri genitori, entrambi deceduti a breve distanza di tempo l’uno dall’altro, ciascuno proprietario del 50% di un immobile adibito a loro abitazione principale, aveva ipotizzato la possibilità di applicare le agevolazioni previste dall’art. 69, c. 3 della legge 21 novembre 2000 n. 342 anche in nome e per conto della madre deceduta, in possesso dei requisiti previsti dalla legge.
In particolare, l’interpellante si trovava nella condizione di dover presentare due distinte dichiarazioni di successione, la prima per la successione apertasi con la morte del padre e la seconda per quella apertasi in morte della madre. In tal senso, aveva posto la questione circa la possibilità di chiedere “in nome e per conto della madre”, deceduta e già erede del de cuis, le agevolazioni previste dall’art. 69, comma 3 della legge 21 novembre 2000, n. 342, consistenti nell’applicazione delle imposte ipotecaria e catastale in misura fissa.
A tal fine l’interpellante aveva chiesto di poter dichiarare la sussistenza dei requisiti e delle condizioni al momento del trasferimento dell’immobile, tramite un’autocertificazione, ai sensi degli articoli 46 e 47 del D.P.R. 28 dicembre 2000 n. 445.
 
Le agevolazioni per l’acquisizione della “prima casa”
L’articolo 69 della legge 21 novembre 2000, n. 342, concernente “Misure in materia fiscale” ha, all’epoca, profondamente innovato il regime che regola i tributi dovuti per successione e donazione. In particolare, il citato articolo 69 prevede l’applicazione in misura fissa delle imposte ipotecaria e catastale per i trasferimenti della proprietà di case di abitazione non di lusso e per la costituzione e il trasferimento di diritti immobiliari relativi alle stesse, derivanti da successioni e donazioni, “… quando, in capo al beneficiario, ovvero in caso di pluralità di beneficiari, in capo ad almeno uno di essi, sussistano i requisiti e le condizioni previste in materia di acquisto della prima abitazione dall’art. 1, comma 1, quinto periodo, della Tariffa, Parte prima, allegata al testo unico delle disposizioni concernenti l’imposta di registro, approvato con DPR26 aprile 1986, n. 131”.
Come già illustrato prima dalla circolare 207/E del 16 novembre 2000 e, successivamente, chiarito dalla circolare n. 44 del 7 maggio 2001, il contribuente, ricorrendone i requisiti, può avvalersi della possibilità di versare le imposte ipotecaria e catastalenella misura fissa per i trasferimenti della proprietà di case di abitazione non di lusso e per la costituzione o il trasferimento di diritti su detti immobili derivanti da successione o donazione.
La circolare del 7 maggio 2001 n. 44 ha chiarito che la volontà di usufruire delle agevolazioni deve essere affermata dal richiedente con una dichiarazione resa nell’atto di donazione oppure mediante dichiarazione sostitutiva resa ai sensi degli articoli 46 e 47 del Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa, approvato con …

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