Alcuni casi di errato ravvedimento operoso

di Roberta De Marchi

Pubblicato il 7 aprile 2012

quali sono i casi in cui non è più possibile aderire al ravvedimento operoso? nel caso di versamenti non utilizzabili a fini di ravvedimento è possibile ottenere a riborso tali somme?

Con ordinanza n. 3158 del 29 febbraio 2012 (ud. 7 dicembre 2011) la Corte di Cassazione è tornata ad occuparsi di ravvedimento operoso.

 

L’ordinanza

L’ordinanza pubblicata deriva dal ricorso proposto dall’Agenzia delle Entrate, avverso la sentenza n.159 della CTR di Palermo – Sez. dist. di Siracusa n. 16, in data 19/09/2007, e depositata il 12 novembre 2007.

Con tale decisione, la C.T.R. ha respinto l'appello proposto dall'Agenzia Entrate e confermato la decisione di primo grado, che aveva accolto l'originario ricorso della contribuente.

Il ricorso di cui trattasi, che riguarda impugnazione del silenzio rifiuto sulla istanza di rimborso dell'IRPEF e dell'IRAP dell'anno 1998, censura l'impugnata decisione per violazione e falsa applicazione dell’art. 13, c. 1, del D.Lgs. n. 472 del 1997, nonchè per difetto di motivazione su fatto decisivo della controversia.

 

La decisione

Per la Suprema Corte, ”le espressioni utilizzate in sentenza, sembrano inidonee, sotto il profilo logico - formale, a giustificare il decisum, stante, per un verso, il disposto del D.Lgs. n. 471 del 1997, art. 13, ed altresì, la mancata indicazione dei concreti elementi e l'assenza di collegamento fra quelli ritenuti rilevanti ed utilizzati nell'iter decisionale. Ciò stante, si ritiene che le doglianze prospettate dalla ricorrente Agenzia appaiono fondate, posto che giusto il disposto del comma 1 del citato art. 13, il ravvedimento, nel caso, era precluso dalla verifica della violazione nonchè dal fatto che, comunque, la relativa istanza era stata presentata a distanza di circa quattro anni dalla omessa dichiarazione (1998), in violazione del comma 4 del medesimo articolo, che prevede la regolarizzazione avvenga entro tre mesi dalla omissione della dichiarazione, e considerato che non risulta assolto l'obbligo motivazionale, essendo principio consolidato sia quello secondo cui "la motivazione di una se