Quando la redditività degli investimenti è troppo bassa il Fisco può ricostruire induttivamente il reddito in base alle percentuali di ricarico

di Roberta De Marchi

Pubblicato il 30 marzo 2012

se dalla contabilità e dalle dichiarazioni del contribuente si desume una redditività degli investimenti infima, allora è possibile ricostruire induttivamente il reddito in base alle percentuali di ricarico

Con sentenza n. 2613 del 22 febbraio 2012 (ud. 18 gennaio 2012) la Corte di Cassazione Civile, affronta ancora la questione relativa all’antieconomicità.

 

Il processo

La controversia concerne l'impugnazione di un avviso di accertamento ai fini IRPEF ed ILOR per l'anno 1997, col quale veniva rideterminato il reddito imponibile, induttivamente, applicando una percentuale di ricarico pari all'89,93% per le vendite effettuate nei periodi normali e al 49,93% per le vendite effettuate nel periodo di saldi, rispetto alla percentuale dichiarata del 22,44%.

La Commissione di primo grado adita accoglieva il ricorso, ma la decisione era riformata in appello, la quale riteneva legittimo l'accertamento quanto ai presupposti, ma non per quanto concerneva la percentuale di ricarico applicata, con una conseguente riduzione del reddito accertato.

Avverso tale sentenza la contribuente ha proposto ricorso per cassazione, lamentando un vizio di motivazione in ordine alla ritenuta legittimità dell'accertamento induttivo, che non sarebbe adeguatamente spiegata nel ragionamento del giudice di merito e censurando, sotto il profilo della violazione di legge, la ritenuta legittimità dell'accertamento induttivo in ragione dell'assenza di presunzioni qualificate.

 

La sentenza

Innanzitutto, la Corte, ritiene che la sentenza impugnata espone con chiarezza quale sia, per il giudice di merito, il fondamento di legittimità dell'accertamento induttivo nel caso di specie: "l'ispezione", vi si afferma, ha rilevato "l'incongruità della percentuale di ricarico dichiarata, nonchè la scarsa aderenza alla realtà commerciale di un esercizio commerciale con notevole volume d'affari (anche superiore al miliardo di lire) con un ritorno sugli investimenti addirittura infimo (con percentuali inferiori ai 3%) tale da essere ottenuto anche con investimenti a molto minor rischio".

Per la Corte si tratta di una motivazione assolutamente congrua che “fa emergere l'