Operazioni soggettivamente inesistenti: il caso di attività incompatibile

di Gianfranco Antico

Pubblicato il 26 marzo 2012

è da ritenere soggettivamente inesistente la fattura emessa da un'azienda se l’attività della stessa azienda è incompatibile con quella indicata nella fattura

Con sentenza n. 1379 del 17 gennaio 2012 (ud. 1 dicembre 2011) la Corte di Cassazione Penale, Sez. III, ha ritenuto soggettivamente inesistente la fattura emessa se l’attività dell’azienda è incompatibile con quella indicata nel documento.

 

La decisione

Per la Corte, “la inesistenza delle operazioni documentate nelle fatture utilizzate dal ricorrente era stata verificata, secondo la Corte territoriale, sulla base delle seguenti circostanze: l'attività svolta dall'impresa che aveva emesso le fatture (commercio al dettaglio di articoli di uso domestico) era incompatibile con i lavori in esse descritti (ristrutturazione di una palazzina adibita ad ufficio e costruzione di un capannone); i pagamenti riportati nelle fatture risultavano effettuati per un ammontare complessivo di 811.000 Euro, mentre il destinatario degli stessi aveva indicato, nello stesso anno, ricavi per soli 71.000 Euro; l'imprenditore che aveva emesso le fatture non aveva dipendenti ed avrebbe dovuto pertanto effettuare personalmente i complessi interventi edilizi”.

 

Brevi note

La sentenza che si annota – in maniera netta – fissa degli importanti principi, che vanno ad aggiungersi ai diversi pronunciamenti già espressi dalla Corte di Cassazione in materia di operazioni soggettivamente inesistenti.

Le fatture venivano emesse