I rapporti fra la società ed il socio amministratore

di Roberto Mazzanti

Pubblicato il 14 marzo 2012



pubblichiamo un complesso quesito e relativa risposta, che analizza come vanno gestiti i diversi aspetti dei rapporti intercorrenti fra una società (S.r.l.) ed il proprio socio amministratore

Quesito:

Salve, in qualità di abbonato vorrei rivolgere i seguenti quesiti al rag. Mazzanti.

  1. Il socio di una Srl può accedere all'immobile di proprietà della società liberamente?

  2. In caso di emergenza può comunque farlo (nella fattispecie ci sono forti indizi che in una recente circostanza siano stati stati effettuati gravi danneggiamenti, alle strutture dell'immobile nel corso di lavori che si sospetta siano stati effettuati da personale non autorizzato, senza la presenza degli amministratori, senza alcuna misura di sicurezza e senza alcuna autorizzazione scritta, e potrebbe essere necessario fare una verifica sul posto, come gli stessi carabinieri interpellati sul momento hanno suggerito)?

  3. I criteri di liquidazione già decisi nel corso dell'assemblea svoltasi alla presenza (e con l'assistenza del notaio) per nominare i liquidatori, definirne i poteri ed i criteri di liquidazione, possono essere cambiati (o integrati) dai liquidatori senza che gli stessi convochino una nuova assemblea dei soci che decida su di una loro proposta?

  4. Una eventuale tale assemblea sarebbe straordinaria od ordinaria e dovrebbe svolgersi in presenza di un notaio?

  5. Una volta violato l'art. 2490 c.c., cioè non aver stimato con nuovi criteri (di realizzo) i beni da liquidare, i liquidatori possono vendere ugualmente i beni senza sanare la violazione, cioè in modo arbitrario?

  6. Il fatto di non aver adempiuto ad una parte dei criteri di liquidazione comporta un danno alla società, nel senso della negligenza dei liquidatori o cos'altro (nella fattispecie non hanno definito una controversia con un creditore sociale, come previsto nella delibera di assemblea straordinaria)?

  7. Mio padre è stato socio ed amministratore delegato di una Snc, che poi è diventata Srl, nella quale è stato anche Presidente di Cda, consigliere diamministrazione edamministratoredelegato. I soci nell'assemblea della Snc che decise la trasformazione in Srl, gli assegnarono un compenso fisso per questa carica.

    Oltre ad avere questa carica, ha anche , come ingegnere iscritto all'ordine, svolto attività professionale in favore della società (Snc prima e poi Srl), compiendo numerose prestazioni professionali, non retribuite, grazie alle quali la società ha trattato ed ottenuto con il suo determinante contributo molti lavori. Oggi, deve ancora incassare i compensi suddetti per la carica di amministratore. Gli attuali liquidatori alla sua richiesta hanno opposto in compensazione un debito (largamente inferiore). Nel computo delle compensazioni rientrerebbero anche i compensi per l'attività professionale svolta. Mio padre non ha mai emesso parcelle, né aperto partita Iva. Lei pensa che sia possibile esigere i compensi per le prestazioni professionali?

  8. Premetto che mi è stato consigliato di agire in giudizio su un'unica causa nella sezione Lavoro del Tribunale. Per la sola parte dei compensi dovuti come amministratore, è possibile chiedere un decreto ingiuntivo?

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