I nuovi limiti ed i casi in cui è possibile incassare più di 1.000 euro in contanti

Come è noto, l’art. 12 del D.L. del 6 dicembre 2011 n. 201, convertito in L. 22 dicembre 2011, n. 214 stabilisce che le limitazioni all’uso del contante e dei titoli al portatore, di cui all’art. 49, cc. 1, 5, 8, 12 e 13, del D.Lgs. 21 novembre 2007, n. 231, sono adeguate all’importo di € 1.000.
Originariamente il limite era fissato in € 12.500. Tuttavia, col D.L. 31 maggio 2010, n.78 prima era stato ridotto ad € 5.000 e, successivamente, con l’entrata in vigore del D.L. n. 138/2011 è stato ulteriormente ridotto a € 2.500,00.
Ora col D.L. n.201/2011 la soglia dell’utilizzo del contante è stata ulteriormente ridotta fissandola, nel massimo, ad € 1.000,00 (il D.L. 06.12.2011 n. 201 è in vigore dal 06.12.2011), e, comunque, senza che costituiscono infrazioni le violazioni commesse dal 6 dicembre 2011 al 31 dicembre 2011 (cd. moratoria).
Di converso, l’art. 11 del D.L. n. 201/2011 prevede l’obbligo da parte degli operatori finanziari di comunicare le movimentazioni che abbiano interessato i rapporti intrattenuti con i clienti, nonché ogni altra informazione che possa essere riferita a detti rapporti se funzionale ad una più efficace ed efficiente attività di controllo.
Ricordiamo che il limite all’utilizzo ha subito negli ultimi anni continue modificazioni di seguito riportate:
 

Periodo

Limite utilizzo (euro)

Sino al 29/04/20081

12.500

Dal 30/04/20082 al 24/06/2008

5.000

Dal 25/06/20083 al 30/05/2010

12.500

Dal 31/05/20104 al 12/08/2011

5.000

Dal 13/08/20115 al 5/12/2011

2.500

Dal 6/12/2011

1.000

 
In merito al superamento della soglia di € 1.000 il trasferimento può tuttavia essere eseguito per il tramite di banche, istituti di moneta elettronica e Poste Italiane S.p.A.. Pertanto, i prelievi/versamenti di contante sopra soglia sul proprio conto corrente, o libretto postale nominativo, o effettuati anche con carta di credito, non costituiscono automaticamente violazione dell’art. 49 del D.Lgs. n. 231/2007.
L’importo di € 1.000 è riferito alla somma complessiva del trasferimento. Pertanto, è vietato anche suddividere “artificiosamente” un unico importo di 1.000 euro, o superiore, in più pagamenti in contanti di importo singolarmente inferiore al limite previsto, ma relativi alla medesima transazione economica.
E’ il caso di anticipare che “se la suddivisione di un importo pari o superiore a 1.000 euro dipende invece da contratti già stipulati tra le parti, di cui si possa avere contezza o prova, che prevedano ad es. rateazioni o somministrazioni, in tal caso può interpretarsi la molteplicità dei trasferimenti come prassi commerciale e non elusione della normativa in questione. Si cita un parere del Consiglio di Stato n. 1504/1995 Sez. III, che pone un limite all’ipotesi di cumulo di trasferimenti avvenuti nel medesimo contesto economico, in presenza di scadenze di pagamento pattuite preventivamente, anche se resta impregiudicato il potere discrezionale dell’autorità amministrativa di verificare nelle singole fattispecie se il disposto normativo è stato violato” (cfr. circolare n. 2 del 16 gennaio 2012 del MEF. Disposizioni in materia di procedimenti sanzionatori antiriciclaggio).
Si ricorda che per effetto del combinato disposto dall’art. 10, c. 2, lett. g e dell’art. 51, c. 1, del D.Lgs. n. 231/2007, gli uffici dell’Agenzia delle Entrate che, in relazione ai loro compiti di servizio e nei limiti delle loro attribuzioni e attività, hanno notizia di infrazioni alle disposizioni sulla limitazione dell’uso del contante, ne riferiscono entro 30 giorni agli uffici territoriali del Ministero dell’Economia e delle Finanze competenti per…

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