L’abuso di accertamento con adesione

di Roberta De Marchi

Pubblicato il 19 marzo 2012

attenzione, l'assenza del contribuente al contraddittorio potrebbe far perdere il diritto di godere della sospensione dei termini di 90 giorni, prevista per tale procedura di definizione del contezioso

La CTR di Venezia, con sentenza n. 154/22/20111, ha ritenuto che l’istanza di accertamento con adesione prodotta per meri fini dilatori non fa godere della sospensione di 90 giorni dei termini di impugnazione prevista dall’art. 6, c. 3, del Dlgs 218/1997.

 

La questione

Avverso l’avviso di accertamento debitamente notificato la società presentava istanza di accertamento con adesione, a seguito della quale l’ufficio invitava il contribuente al contraddittorio.

Contraddittorio che non veniva svolto per mancata presenza del contribuente.

La parte, comunque, impugnava l’atto, godendo dei 90 giorni di sospensione prevista dal citato art. 6, c. 3, del D.Lgs.n.218/97.

In sede di primo grado l’ufficio eccepiva la tardività del ricorso, non potendo godere dei maggiori 90 giorni, attesa che l’istanza era stata presentata abusivamente, non avendo avuto il contribuente nessuna intenzione di discutere con l’ufficio, e la doglianza veniva accolta dai giudici di prime cure che hanno condiviso la posizione dell’ufficio.

La sentenza, impugnata dalla società, ha trovato ancora il conforto del giudice del riesame, il quale preso atto che non vi era nessuna intenzione di instaurare il contraddittorio con l’ufficio, l’istanza non era in grado di sospendere i termini di proposizione del ricorso.

 

Brevi considerazioni

Pur condividendo che, “nel caso concreto … il rappresentante della società ha svuotato di ogni significato l’istanza riferita all’istituto invocato (l’accertamento con adesione) e la finalità (dialogo tra le parti come “tentativo” di valutare nella