Non sono tassate le somme corrisposte al lavoratore a titolo risarcitorio per la perdita di chance lavorative

Non è imponibile il risarcimento per la perdita di «chance» lavorative

Non sono imponibili le somme corrisposte al lavoratore a titolo di risarcimento per la perdita di chance. A differenza dello stipendio non ha natura reddituale. La perdita di chance – “consistente nella privazione della possibilità di sviluppi o progressioni nell’attività lavorativa, costituisce un danno patrimoniale risarcibile, qualora sussista un pregiudizio certo (anche se non nel suo ammontare) consistente non in un lucro cessante, bensì nel danno emergente da perdita di una possibilità attuale”. Tale assunto è stato statuito dalla Corte di cassazione con la sentenza numero 29579 del 29 dicembre 2011

 

Vicenda

Un dipendente ha partecipato ,senza successo, ad un concorso interno all’azienda per una progressione di carriera. Il giudice del lavoro, riconoscendo i suoi diritti, ha condannato l’azienda a versare al dipendente una somma per riparare il pregiudizio da questi subito, costituito dalla lesione del suo diritto al rispetto della regolarità all’iter concorsuale. Il datore di lavoro ha liquidato le somme stabilite dal giudice e su di esse ha applicato la ritenuta IRPEF. Il dipendente ha presentato istanza di rimborso all’Agenzia delle Entrate relativamente alle ritenute erroneamente subite, in quanto non afferenti al risarcimento di danni per la perdita di reddito (lucro cessante). Avverso il silenzio rifiuto il contribuente ha presentato ricorso alla CTP di Bologna. I giudici del gravame ribaltando la sentenza di primo grado, si sono espressi a favore del contribuente, precisando che le somme in oggetto andavano qualificate come “ristoro della lesione subita dal proprio patrimonio giuridico e non come reintegrazione del reddito di lavoro dipendente non percepito”. La decisione dei giudici di merito tributari è stata resa definitiva dalla Cassazione,che ha respinto il ricorso dell’Agenzia delle entrate. Per la Corte di Cassazione, tali somme per perdita di chance, non sono soggette alla ritenuta IRPEF perché rappresentano un ristoro a un danno emergente e quindi a differenza dello stipendio non ha natura reddituale. Le somme versate dal datore di lavoro al dipendente per la perdita di chance lavorative, a seguito della mancata promozione a margine di un concorso interno, costituiscono un ristoro ad un danno emergente e, quindi, non devono essere assoggettate ad imposizione.

 

Riflessioni

L’articolo 6, comma 2, del TUIR statuisce che i proventi conseguiti in sostituzione di redditi, anche per effetto di cessione dei relativi crediti, e le indennità conseguite, anche in forma assicurativa, a titolo di risarcimento di danni consistenti nella perdita di redditi, esclusi quelli dipendenti da invalidità permanente o da morte, costituiscono redditi della stessa categoria di quelli sostituiti o perduti. Ciò equivale ad affermare che le indennità e i risarcimenti percepiti per il cosiddetto “lucro cessante” sono da assoggettare ad imposizione ai fini delle imposte sul reddito, mentre le indennità e i risarcimenti diretti a reintegrare altri danni di carattere non reddituale, subiti dal percettore (cosiddetto “danno emergente”), non sono imponibili. Nel caso di specie, il risarcimento danni erogato ha voluto indennizzare il contribuente delle perdite effettivamente subite (cd. danno emergente) e ,pertanto, trattandosi di reintegro patrimoniale, che non rappresentava una sostituzione di reddito, non era soggetta a tassazione (risoluzione n .106/e del 22 aprile 2009; risoluzione n. 155 /e del 24 maggio 2002). La giurisprudenza di legittimità è ferma nel ritenere che in tema di imposte sui redditi, in base al dettato del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 6, comma 2, le somme percepite dal contribuente a titolo risarcitorio possono costituire reddito imponibile ma solo quando abbiano la funzione di reintegrare un danno concretatosi nella mancata percezione di redditi (Cassazione civile, sezione V, n. 9111 del 21 giugno 2002 e n. 11682 del 21 maggio…

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