L’inapplicabilità del principio dell’affidamento oltre il limite delle sanzioni

un’interessante sentenza di Cassazione illustra come va gestito il principio dell’affidamento che tutela il contribuente nei confronti dell’Erario

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 23309 del 9 novembre 2011 (udienza del 14 luglio 2010), interviene definendo il contenuto giuridico del rapporto tra il principio dell’affidamento e l’effettività delle norme di carattere sanzionatorio, concludendo per la non applicabilità delle (maggiori) tutele previste a favore del singolo (ex art. 10 della L. n. 212/2000), oltre il limite della legge sanzionatoria1.

 

La pronuncia della Corte prende spunto dalla vicenda accaduta ad un contribuente al quale – nella liquidazione di un’ICI non pagata2 – il Comune aveva chiesto il pagamento del tributo, degli interessi e delle sanzioni, omettendo di fatto di conteggiare, nella somma totale, l’importo delle sanzioni. Il debitore ha pagato il totale comunicato dall’ente, invocando – al momento della ulteriore richiesta di pagamento delle sanzioni – l’affidamento relativamente ai conteggi effettuati dal Comune stesso.

 

L’ordinanza in commento assume, quindi, rilevanza “strategica” perché in essa i giudici:

1) definiscono (ancora una volta) il contenuto attuativo del principio generale che tutela – anche in materia tributaria – il legittimo affidamento del contribuente nei confronti dell’Erario;

2) determinano, in modo compiuto, i confini normativi entro cui tale principio opera individuando nell’imputabilità della violazione in capo al contribuente (nel caso di specie: omesso pagamento dell’ICI dovuta) il presupposto giuridico di esclusione di operatività del principio generale. Con l’effetto di definire – indirettamente – gli aspetti essenziali del diritto del contribuente alla buona fede, in corrispondenza del dovere dell’Erario alla corretta attuazione del precetto normativo.

 

La ripresa del contenuto dell’art. 10 dello Statuto del Contribuente assume, in quest’ottica, rilevanza marginale in quanto funge da presupposto normativo necessario alla definizione – in negativo – degli oneri comportamentali del contribuente, come previsti in corrispondenza del suo diritto alla correttezza dell’azione amministrativa (ex art. 97, c. 1 della Costituzione), allo scopo ultimo di escludere l’invocabilità del legittimo affidamento, in mancanza di buona fede soggettiva.

 

A questo fine, la Corte ripercorre l’evoluzione interpretativa del concetto di affidamento riproponendone, in sintesi, il contenuto essenziale “in collegamento” con i principi di imparzialità, correttezza e buon andamento dell’azione amministrativa (secondo le regole della economicità e rapidità dell’azione amministrativa, di efficacia ed efficienza). Ne costituiscono i necessari corollari il principio di ragionevolezza (previsto allo scopo di garantire la piena razionalità operativa del sistema amministrativo, nel senso di perseguire gli obiettivi legislativamente individuati in tema di tutela degli interessi pubblici), e di coerenza, che investe anche l’intera fase istruttoria, da svolgersi sulla base dei parametri fissati dall’Amministrazione ed in relazione al dato fattuale.

 

I principi sopra citati (insieme considerati) regolamentano “l’equidistanza” tra tutti i soggetti che vengono in contatto con la P.A., siano essi pubblici o privati, sul presupposto (logico e giuridico) dell’immanenza applicativa della tutela del legittimo affidamento e della buona fede in tutti i rapporti di diritto pubblico, al fine di limitare l’attività amministrativa e legislativa a garanzia del contribuente e stante il vincolo – per l’interprete – al rispetto del principio, in forza del canone ermeneutico dell’interpretazione adeguatrice alla Costituzione (trovando applicazione l’art. 10 non solo nei rapporti tra l’Amministrazione Finanziaria ed il contribuente, ma anche tra quest’ultimo e gli enti impositori diversi dall’Amministrazione come – nel caso in esame – il Comune).

 

Tali regole – atte a regolamentare le corrette modalità di svolgimento dell’attività amministrativa – assumono, nell’ordinanza in commento, una connotazione peculiare, anche ai fini dell’esclusione di…

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