Le sanzioni in caso di abuso del diritto

di Francesco Buetto

Pubblicato il 19 gennaio 2012

partendo da una caso di complessa cessione di partecipazioni sociali con utilizzo di modalità abusive, vediamo perchè vanno applicate le sanzioni tributarie in sede di contestazione di fattispecie abusive/elusive

 

Con sentenza n. 25537 del 30 novembre 2011 (ud 10 novembre 2011) la Corte di Cassazione, nel ritenere elusiva la fattispecie esaminata, ha confermato – in ogni caso - l’applicabilità delle sanzioni.

 

 

 

Il processo

 

Con avviso debitamente notificato l'Agenzia delle Entrate contestava alla SMCH una complessa operazione all'esito della quale le società operative del gruppo, di cui la società citata era controllante, venivano acquisite da K capofila di un gruppo societario con sede all’estero.

 

L'Ufficio di Carpi riteneva che, essendo la cessione avvenuta in due fasi (nella prima delle quali la SMCH trasferiva a K il 60% delle partecipazioni delle controllate, laddove nella seconda trasferiva il residuo 40% alla società SMCC, di cui acquisiva contestualmente il pieno controllo, la quale a sua volta cedeva dette quote residue di partecipazioni alla predetta K), la seconda cessione ad una società diversa dalla definitiva acquirente non fosse giustificata da alcuna valida motivazione economica e fosse diretta soltanto ad acquisire vantaggi fiscali, che venivano negati con recupero a tassazione dei relativi importi considerando la operazione stessa come elusiva ai sensi del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 37-bis.

 

La società impugnava l'avviso sostenendone la infondatezza, innanzi alla CTP di Modena, la quale respingeva il ricorso relativamente alle cessioni ritenute elusive, e lo accoglieva in ordine a rilievi minori in tema di IVA e di spese deducibili.

 

Avverso la sentenza la società contribuente proponeva appello principale, e l'Ufficio incidentale, in relazione ai punti in cui le parti erano state rispettivamente soccombenti.

 

La CTR dell'Emilia-Romagna, con sentenza n. 78/01/08 in data 12-05-2008 depositata il 27-10-2008 rigettava l'appello principale ed accoglieva l'incidentale, confermando pienamente l'atto di accertamento.

 

 

 

La decisione

 

Se è vero infatti che per ritenere verificata una ipotesi di abuso del diritto ai sensi dell'art. 37 bis c.p.c., è necessario che gli atti diretti ad ottenere vantaggi fiscali con l'aggiramento di obblighi o divieti previsti dall'ordinamento tributario siano privi di valide ragioni economiche, questo ultimo requisito