Le sanzioni in caso di abuso del diritto

 

Con sentenza n. 25537 del 30 novembre 2011 (ud 10 novembre 2011) la Corte di Cassazione, nel ritenere elusiva la fattispecie esaminata, ha confermato – in ogni caso – l’applicabilità delle sanzioni.

 

 

 

Il processo

 

Con avviso debitamente notificato l’Agenzia delle Entrate contestava alla SMCH una complessa operazione all’esito della quale le società operative del gruppo, di cui la società citata era controllante, venivano acquisite da K capofila di un gruppo societario con sede all’estero.

 

L’Ufficio di Carpi riteneva che, essendo la cessione avvenuta in due fasi (nella prima delle quali la SMCH trasferiva a K il 60% delle partecipazioni delle controllate, laddove nella seconda trasferiva il residuo 40% alla società SMCC, di cui acquisiva contestualmente il pieno controllo, la quale a sua volta cedeva dette quote residue di partecipazioni alla predetta K), la seconda cessione ad una società diversa dalla definitiva acquirente non fosse giustificata da alcuna valida motivazione economica e fosse diretta soltanto ad acquisire vantaggi fiscali, che venivano negati con recupero a tassazione dei relativi importi considerando la operazione stessa come elusiva ai sensi del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 37-bis.

 

La società impugnava l’avviso sostenendone la infondatezza, innanzi alla CTP di Modena, la quale respingeva il ricorso relativamente alle cessioni ritenute elusive, e lo accoglieva in ordine a rilievi minori in tema di IVA e di spese deducibili.

 

Avverso la sentenza la società contribuente proponeva appello principale, e l’Ufficio incidentale, in relazione ai punti in cui le parti erano state rispettivamente soccombenti.

 

La CTR dell’Emilia-Romagna, con sentenza n. 78/01/08 in data 12-05-2008 depositata il 27-10-2008 rigettava l’appello principale ed accoglieva l’incidentale, confermando pienamente l’atto di accertamento.

 

 

 

La decisione

 

Se è vero infatti che per ritenere verificata una ipotesi di abuso del diritto ai sensi dell’art. 37 bis c.p.c., è necessario che gli atti diretti ad ottenere vantaggi fiscali con l’aggiramento di obblighi o divieti previsti dall’ordinamento tributario siano privi di valide ragioni economiche, questo ultimo requisito, a differenza dei primi due, può ritenersi implicitamente verificato, ove si assuma, come nella sentenza impugnata, che l’unico motivo dell’aggiramento della norma tributaria sia il conseguimento di un vantaggio fiscale”.

 

Infatti, osserva la Corte, la sentenza appellata afferma che il discrimine tra una attività lecita ed elusiva consiste nel fatto che la seconda è compiuta essenzialmente per il conseguimento di un vantaggio economico, sul piano fiscale, e ciò esclude, univocamente, la presenza di una valida ragione economica di fondo, la quale, ove esistente, si pone come elemento in primo luogo anteriore, ma comunque diverso ed aggiuntivo rispetto al mero vantaggio pecuniario perseguito con l’aggiramento della normativa fiscale. “Ciò è così vero che la stessa sentenza richiama, correttamente, il principio giurisprudenziale secondo cui una volta che si sia in presenza di atto che appaia di abuso del diritto l’onere di provare la esistenza di valide ragioni economiche per compierlo ricade sul contribuente (Cass. n. 8772 del 2008). La sentenza quindi non contiene affermazioni di per sè indici di disapplicazione od errata applicazione della norma citata”.

 

Inoltre, prosegue la Corte Suprema, “è nota la esistenza in dottrina di una tesi secondo la quale l’art. 37 bis collocato peraltro nel D.P.R. n. 600 del 1973, nel titolo dedicato ad accertamenti e controlli ha natura meramente procedimentale e che pertanto, assumendo che il precetto normativo riguardi solo la Amministrazione, la quale disconosce gli atti elusivi dichiarati alla stessa non opponibili dell’art. 1, comma 1, del citato art. 37 bis, porta alla conclusione che il contribuente non abbia alcun obbligo giuridico di non esporre nella dichiarazione dei redditi dati tratti da…

Contenuto disponibile esclusivamente agli utenti abbonati
Per continuare a leggere il contenuto di questo articolo è necessario essere abbonati. Se sei già un nostro abbonato, effettua il login attraverso il modulo di autenticazione posto in cima alla pagina. Se non sei abbonato o ti è scaduto l'abbonamento, che aspetti?
Condividi:
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it