HOLDING DI FAMIGLIA: una breve analisi preliminare

PREMESSA SULL’ATTIVITA’ DI INTERMEDIAZIONE FINANZIARIA E’ possibile individuare tre livelli di intermediari finanziari: a) primo livello: trattasi delle società finanziarie che esercitano le (o talune delle) attività indicate nell’art. 106, comma 1, del testo unico della legge bancaria nei confronti del pubblico e, per espressa previsione di legge, in via esclusiva; b) secondo livello (art. […]

PREMESSA SULL’ATTIVITA’ DI INTERMEDIAZIONE FINANZIARIA

E’ possibile individuare tre livelli di intermediari finanziari:

a) primo livello: trattasi delle società finanziarie che esercitano le (o talune delle) attività indicate nell’art. 106, comma 1, del testo unico della legge bancaria nei confronti del pubblico e, per espressa previsione di legge, in via esclusiva;

b) secondo livello (art. 113 del testo unico della legge bancaria): sono quelle società che esercitano in via prevalente (o, eventualmente ma non necessariamente, in via esclusiva), l’attività finanziaria di cui all’art. 106, comma 1, non nei confronti del pubblico;

c) terzo livello: sono le società che pongono in essere operazioni finanziarie in via subordinata o strumentale o accessoria  all’oggetto sociale principale; a tale categoria possono appartenere potenzialmente tutte le società, purché le operazioni siano previste dallo statuto sociale.

 

Sono considerate esercenti l’attività finanziaria in via prevalente quelle società per le quali ricorrano entrambe le seguenti condizioni, in relazione ai dati risultanti dagli ultimi due bilanci approvati e relativi agli ultimi due esercizi chiusi:

1) importo degli elementi dell’attivo dello stato patrimoniale riferiti alle attività di natura finanziaria superiore al 50% del totale dell’attivo patrimoniale;

2) ammontare dei proventi riferiti a dette attività superiore al 50% del totale delle voci di ricavo del conto economico.

 

PERCHE’ SI CREA UNA HOLDING

Le holding di famiglia sorgono in genere per soddisfare un bisogno di controllo da parte di un unico clan, permettendo di ottenere maggioranze assembleari e con la possibilità di esprimere un voto concorde a livello familiare, frutto di precedenti decisioni maturate nell’assemblea della capogruppo, con il vantaggio di non paralizzare l’attività delle società operative se la compagine familiare, nel corso degli anni, si è allargata e, all’interno di essa, viene a mancare la completa uniformità di vedute.

La società che non opera nei confronti del pubblico deve iscriversi in apposita sezione dell’elenco degli intermediari finanziari e, nei suoi confronti, si applicheranno le norme in materia di onorabilità dei partecipanti al capitale sociale e degli esponenti aziendali (a questi ultimi,  non sono richiesti requisiti di professionalità).

Coloro che partecipano in misura superiore al 5% del capitale sociale ne devono dare comunicazione all’intermediario finanziario e all’Ufficio italiano cambi, con le medesime conseguenze.

Il legislatore, nell’ambito del D.M. 6 luglio 1994, considera effettuate non nei confronti del pubblico le attività finanziarie (es. finanziamenti) svolte a favore di società controllanti, controllate o collegate, ai sensi dell’art. 2359 del codice civile, di società controllate da una stessa controllante e comunque all’interno di un gruppo.

 

RAGIONI ECONOMICHE che consigliano la costituzione di una holding: esigenza di razionalizzare i servizi generali di coordinamento e di controllo resi alle società partecipate nonché di conseguire un impianto finanziario adeguato e flessibile.

 

FUNZIONI della holding: creare una struttura gerarchicamente ordinata, che favorisca una semplificazione e razionalizzazione della gestione, con possibili economie di scala, amministrazione e valorizzazione delle partecipazioni societarie, possibilità di collegamenti con società esercenti attività collaterali, quotazione in mercati regolamentati, coordinamento ed organizzazione del gruppo, elaborazione di piani strategici, cura dell’immagine esterna del gruppo, gestione rapporti con la clientela e le banche, controllo finanziario ed economico.

 

SERVIZI DELLA HOLDING alle società controllate/collegate: servizi vari finanziari e di garanzia, amministrazione del personale, elaborazioni contabili, assistenza legale e fiscale, ricerche di mercato, pubblicità e promozione, acquisizione marchi e brevetti, elaborazione piani e strategie commerciali di gruppo, rapporti con la clientela. I corrispettivi devono essere congrui.

 

BREVE ANALISI DI CONVENIENZA

Vantaggi della holding:

  Si tengono unite maggioranze di controllo, che se fossero singolarmente intestate potrebbero disperdersi con il tempo (es. 3 figli con il 20% ciascuno). Mi sembra che la holding possa essere conveniente quando si vogliono difendere delle maggioranze non quando si detengono minoranze.

  La holding può presentarsi con maggior forza contrattuale con le banche.

  Possibilità tassazione di gruppo (consolidato fiscale) ma solo se detiene partecipazioni di controllo.

  Possibilità Iva di gruppo.

  Sui dividendi che la holding riceve paga Ires 1,65% (33% del 5% del dividendo). Ma le somme sono in società; per distribuirle, i soci devono pagare le imposte personali: 12,50% – 18%.cati 12,50%, qualificati fino al 18%.e con pagamento dilazionato; la holding pagherà le quote c

  Sulle plusvalenze che la holding realizza per cessione di partecipazioni in società commerciali in regime pex paga il 5,28% (33% del 16% della plusvalenza). Ma le somme sono in società; per distribuirle, i soci devono pagare le imposte personali: 12,50% – 18%.  Se le partecipazioni vendute si riferiscono a società non operative (es. immobiliari di gestione) la holding paga l’Ires piena (33%) ed inoltre ci sono da aggiungere le imposte personali.cati 12,50%, qualificati fino al 18%.e con pagamento dilazionato; la holding pagherà le quote c

 

Svantaggi della holding:           

  Iscrizione Uic con tutti gli obblighi antiriciclaggio ed i costi e rischi connessi.

  Istituzione della Posta elettronica certificata.

  Costi di gestione di una società in più.

 Società di comodo (ricavi 1% del valore delle partecipazioni, reddito 0,75% dello stesso).

  Se un socio è tale in più società e ha bisogno o vuole vendere la sua partecipazione in tutto o in parte in una sola partecipata, senza holding è possibile, con la holding no.

 

Dividendi:             incassati da società tassati per il 5% del loro ammontare  =  1,65%

                        incassati da privato, non qualificati 12,50%, qualificati fino al 18%.

 

Plusvalenze:            su società commerciali pex tassate per il 16% del loro ammontare = 5,28%

su società commerciali non pex,  tassazione piena  =  33%

                        realizzate da privato non qualificato 12,50%

                        realizzate da privato qualificato, fino al 18%

 

Nota: Alla costituzione della holding i vari familiari vendono le loro partecipazioni con pagamento a termine (non conferimento). Quando la holding avrà disponibilità da dividendi o cessioni di partecipazioni paga i soci senza imposte. Attenzione al rischio accertamento per la plusvalenza da cessione anche se la partecipazione era stata rivalutata con riferimento 1.1.2005.

Inoltre, se non c’è pagamento immediato è soggetta a elusione per i dividendi.

 

giugno 2006 

Dott. Marco Righetti

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